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Coronavirus, Confesercenti Alto Adige: ''E' allarme rosso, vicinissimi al punto di rottura: convivere con il virus o porteremo le aziende alla chiusura''

La situazione legata alla diffusione dell'epidemia Covid-19 sul territorio altoatesino resta delicata. Negli scorsi giorni la Provincia di Bolzano ha prorogato il lockdown fino al 14 marzo. Confesercenti Alto Adige: "Adesso iniziamo davvero a fare i conti con i dubbi di sopravvivenza di molti commercianti e pubblici esercizi"

Pubblicato il - 26 febbraio 2021 - 12:59

BOLZANO. "Se qualcuno si stesse chiedendo dove sia il punto di rottura è il caso che sappia che ormai siamo vicinissimi". Così Federico Tibaldo, presidente di Confesercenti Alto Adige, sul proseguimento del lockdown imposto dalla Provincia di Bolzano fino al 14 marzo. "Adesso iniziamo davvero a fare i conti con i dubbi di sopravvivenza di molti commercianti e pubblici esercizi".

 

La situazione legata alla diffusione dell'epidemia Covid-19 sul territorio altoatesino resta delicata. L'individuazione di casi di variante sudafricana in diversi Comuni aveva spinto la Provincia a imporre ulteriori misure misure ad hoc fino al 7 marzo, mentre la serrata più generale è stata prorogata fino a metà marzo.

 

Il governatore Arno Kompatscher aveva accennato nel corso di un punto stampa di misure a sostegno dell'economia. "Stiamo concludendo il confezionamento di un pacchetto di ristoro. Oltre ai ristori nazionali - aveva spiegato il governatore - in aggiunta porremo in essere delle misure provinciali che saranno cumulabili. In fase di manovra di bilancio, proporremo oltre 500 milioni di euro. I lavori intanto continuano con le simulazioni del caso. Ci confronteremo con i capigruppo e poi presenteremo tutto venerdì 5 marzo nella conferenza stampa apposita" (Qui articolo).

 

Altre 2 settimane di lockdown sono un colpo molto duro per alcuni settori economici. "Inutile girarci intorno - aggiunge Tibaldo - l’allarme rosso è qui. Il salvataggio che è stato proposto fino adesso, al netto di una parte di Ristori per i quali ringraziamo, è quello di un ulteriore indebitamento. Certo, possiamo parlare di prestiti a tasso agevolato e di tutte le cautele che vogliamo ma è sempre un indebitamento. In quanto tale un’esposizione".

 

In che misura? "Questo dipende dalle singole attività ovviamente - evidenzia il presidente di Confesercenti Alto Adige - ma questa pressione inizia ad essere importante. Fatto salvo qualche mese di apertura con mille difficoltà abbiamo settori che sono in crisi profonda da nove mesi. E’ un lasso di tempo enorme. Difficoltà, oltretutto, che si trascineranno nei prossimi anni perché i prestiti andranno restituiti".

 

Difficoltà che non riguardano solo negozi o bar, ristoranti o ambulanti del mercato. "Soffre tutto l’indotto in modo drammatico. Ci concentriamo spesso solo su chi è chiuso ma pensiamo ai rappresentanti, ai fornitori, agli artigiani che si occupano di manutenzioni o agli agenti di commercio. Formalmente - dice Tibaldo - non tutti sono fermati ma è come se lo fossero. E la pubblicità? Chi è che oggi ha la forza di investire in pubblicità? La grande distribuzione e l’e-commerce. Fine. Non solo, queste aziende hanno problemi di solvibilità e questo significa che, anche chi sta lavorando, rischia di andare incontro a problemi di pagamento. Stiamo aprendo delle voragini che portano nel dirupo anche i settori più ai margini ma collegati".

 

La situazione epidemiologica resta delicata, soprattutto per quanto riguarda la parte ospedaliera (Qui bollettino di venerdì 26 febbraio). "Purtroppo pare abbastanza evidente come i dati non stiano migliorando nonostante le chiusure imposte. Al netto di questo non abbiamo alternative dall’orientarci verso una convivenza con il virus. Dobbiamo trovare il modo ma ogni scelta contraria porterà a chiusure diffuse a tutti i livelli", conclude Tibaldo.

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