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Coronavirus, segnali di ripresa per bar e ristoranti: ''Ma rimangono tante difficoltà e alcuni esercenti non possono tenere aperto all'esterno''

Un nodo è il coprifuoco: "Limitativo per tutti". Il ritorno della zona gialla consente agli operatori di poter tornare a lavorare ma sono ancora molte le incertezze. Il sondaggio di Coldiretti: la riapertura di bar, ristoranti e agriturismi è una priorità per il 30% degli italiani

Pubblicato il - 03 maggio 2021 - 13:38

TRENTO. "Anche se finalmente sono state allentate le restrizioni per bar e ristoranti, ci sono ancora molti servizi di ristorazione privi di spazi all’aperto che non hanno possibilità di svolgere la propria attività". Questo il commento di Gianluca Barbacovipresidente di Coldiretti Trentino Alto Adige, al termine del primo weekend di zona gialla in regione. "Inoltre è ancora limitativo per tutti anche il coprifuoco alle 22, in particolare per gli agriturismi che sono situati nelle aree rurali e nelle valli e ci vuole maggior tempo per raggiungerli dalle città".

 

Nelle scorse settimane alcuni esercenti, in particolare quelli delle valli, sono scesi in piazza Dante a Trento per manifestare contro l'apertura di bar e ristoranti limitatamente agli spazi aperti, soprattutto in montagna in quanto le temperature sono ancora basse (Qui articolo). Un'altra richiesta alla politica è stata quella di prestare maggiore attenzione per gli esercenti usciti in fortissima difficoltà dalla chiusura degli impianti nell'ultima stagione invernale (Qui articolo).

 

Da una analisi della Coldiretti, in occasione dell’entrata in vigore della nuova mappa dei colori con 5 regioni arancioni (Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna) e la valle d’Aosta in zona rossa, emerge che poco più di un italiano su cinque (22%) è costretto a seguire ancora le restrizioni nelle regioni più a rischio dove risiedono complessivamente oltre 13 milioni di persone.

 

"Si tratta - evidenzia Coldiretti - della dimostrazione evidente del miglioramento della situazione per l’avanzare della campagna di vaccinazione con effetti sulle libertà individuali, sulla vita sociale ma anche sulla sostenibilità economica delle attività produttive a oltre un anno dall’inizio della pandemia. Una ripresa importante dopo mesi di lockdown che ha privato gli italiani di componenti importanti della socialità e tagliato pesantemente i redditi degli operatori".

 

Se la riapertura di bar, ristoranti e agriturismi è una priorità per il 30% degli italiani, c’è un 8% dei cittadini che ritiene importante la ripresa di concerti e spettacoli teatrali, mentre dovrà ancora attendere il 6% che ha, infine, come obiettivo quello di tornare in palestra, secondo il sondaggio condotto da Coldiretti. Il governo ha anticipato alcune riaperture, ma ha anche delineato un cronoprogramma per il riavvio graduale dei vari settori.

 

"Un segnale di speranza dopo molti mesi di grandi difficoltà – continua la Coldiretti - è venuto dal weekend del primo maggio che ha segnato il ritorno al lavoro per titolari e collaboratori di quasi 140 mila bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi con attività all’aperto nelle regioni gialle dove è possibile il servizio al tavolo all’esterno ma non quello al bancone interno per i bar".

 

Un settore molto importante tra indotto e occupazione. Un'analisi di Confcommercio ha evidenziato che le perdite in Trentino si attestano a 350 milioni e 10 mila lavoratori senza occupazione, un comparto che coinvolge circaq 1.900 bar, 1.400 ristoranti, 500 pizzerie al taglio e gelaterie per un totale di 3.800 esercizi pubblici. 

 

"Complessivamente nell’attività di ristorazione – conclude Coldiretti – sono coinvolte 70 mila industrie alimentari e 740 mila aziende agricole lungo la filiera impegnate a garantire le forniture per un totale di 3,6 milioni di posti di lavoro. Si tratta di difendere la prima ricchezza del Paese con la filiera agroalimentare nazionale che vale 538 miliardi pari al 25% del Pil nazionale ma è anche una realtà da primato per qualità, sicurezza e varietà a livello internazionale".

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