Covid, nel 2021 giù il Pil in regione ma il Trentino fa poco meglio dell'Alto Adige: calo comunque più marcato che nel resto d'Italia e ripresa sotto la media
In sostanza quindi, se la variazione percentuale del Pil a livello nazionale tra il 2019 al 2021 è del -3,3%, in provincia di Trento arriviamo al -4,7% e in Alto Adige al -5%

TRENTO. Calo più accentuato e ripresa sotto la media nazionale: in Trentino Alto Adige nel 2021 Pil ancora giù di 5 punti percentuali rispetto al 2019. A riportare i dati a livello regionale la Banca d'Italia nell'aggiornamento congiunturale sulle economie delle province di Trento e Bolzano, entrambe in forte ripresa nel 2021 dopo il calo del 2020. Calo però che è risultato mediamente più accentuato in Trentino Alto Adige (-9,8% in Trentino e tra il -9,5% e il -11,3% in provincia di Bolzano) rispetto al resto d'Italia (dove la discesa del Pil si è fermata al -8,9%) e che la risalita delle economie nelle due province nel 2021 (Trento +5,7%, Bolzano tra +5% e +7%, a livello italiano +6,1%) non è riuscita a colmare.

In sostanza quindi, se la variazione percentuale del Pil a livello nazionale tra il 2019 al 2021 è del -3,3%, in provincia di Trento arriviamo al -4,7% e in Alto Adige al -5%. Nella fase di ripresa, specifica la Banca d'Italia, “la dinamica del prodotto è stata frenata nel primo trimestre dal perdurare delle misure messe in atto per fronteggiare la pandemia, che hanno comportato restrizioni alla mobilità e hanno limitato l'afflusso di turisti in regione”. Con il miglioramento del quadro epidemico in primavera, sostenuto dai progressi della campagna vaccinale, l'espansione delle attività “è risultata marcata per l'industria in senso stretto, per le costruzioni e, a partire dall'estate, anche per i servizi”. Come detto però, il recupero è stato solo parziale.
Nel primo semestre del 2021, le imprese dell'industria in senso stretto e delle costruzioni hanno registrato una forte espansione delle vendite e delle ore lavorate, dicono gli analisti, riportandosi sui livelli pre-pandemici. A frenare la ripresa però sono state le tensioni emerse nell'approvvigionamento delle materie prime e di input intermedi (un problema trasversale in questa fase) che hanno comportato un aumento dei prezzi di vendita praticati dalle imprese e un incremento nei tempi di consegna dei beni. In una regione ad alta vocazione turistica (soprattutto nei mesi freddi) come il Trentino Alto Adige, la crescita nei servizi è stata invece limitata dal mancato avvio della stagione turistica dell'inverno scorso, anche se i dati più recenti segnalano un'espansione dell'attività a partire da maggio, su livelli prossimi e in alcuni casi superiori a quelli del periodo corrispondente del 2019.

Con il miglioramento del quadro generale e l'aumento della fiducia delle imprese, sottolinea la Banca d'Italia, si è verificata anche una diffusa revisione al rialzo dei piani d'investimento formulanti nei 'turbolenti' mesi alla fine del 2020. Soprattutto per chi ha deciso di incrementare gli investimenti per il prossimo anno, dicono le indagini di via Nazionale, indicherebbero che una parte rilevante dei nuovi prestiti contratti nel corso della pandemia è stata accantonata sui conti correnti, contribuendo a mantenere elevate le risorse liquide delle imprese. In generale a giugno in Trentino i prestiti alle imprese hanno segnato un +4,5% (dal 3,9 di dicembre) con un +1,5% per le piccole realtà. In Alto Adige invece +3,7% (dal 2,9 di dicembre) con un +4,4% per le piccole imprese.

Dal punto di vista occupazionale invece, nel primo semestre il tasso d'occupazione è diminuito ma dal secondo trimestre c'è stata una ripresa delle assunzioni (soprattutto a tempo determinato e nel settore turistico), accompagnata ad un calo dell'utilizzo dell'integrazione salariale. Il miglioramento nelle condizioni del mercato del lavoro e l'incremento del clima di fiducia delle famiglie si sono tradotti in un aumento dei consumi mentre i prestiti alle famiglie hanno segnato una nuova accelerazione nel secondo trimestre del 2021, sia per i mutui accesi per l'acquisto di abitazioni sia per il credito al consumo. Nei primi sei mesi di quest'anno è cresciuto anche il credito bancario di famiglie ed imprese in entrambe le province (in Trentino trainato dalle banche extra-regionali, in Alto Adige sostenuto dalle banche locali).













