Defibrillatori nei rifugi, in arrivo 90mila euro di contributi per rendere le montagne più sicure
Le domande potranno essere presentate dal primo agosto al 15 ottobre 2021: i proprietari dei rifugi o coloro che ne hanno la disponibilità potranno richiedere di accedere ai fondi per acquistare uno strumento fondamentale per la sicurezza e la salvaguardia delle persone, il defibrillatore

TRENTO. In arrivo dalla Pat 90mila euro per permettere ai proprietari dei rifugi sia alpini che escursionistici (o a coloro che ne hanno la disponibilità) di acquistare un defibrillatore, strumento fondamentale per garantire la sicurezza delle persone anche in alta quota. Il limite massimo di spesa ammissibile è pari a mille euro e i contributi sono concessi nella misura del 100% della spesa ammissibile. Le domande vanno presentate dal primo agosto al 15 ottobre 2021 al Servizio provinciale turismo e sport, avvalendosi della modulistica presente sul sito istituzionale della Pat.
“La concessione dei contributi in oggetto rientra nella più ampia strategia provinciale per la diffusione extra-ospedaliera dei defibrillatori semiautomatici esterni - spiega l’assessore alla salute Stefania Segnana -. La defibrillazione precoce rappresenta infatti un'importante misura per aumentare la percentuale di sopravvivenza nel caso di arresto cardiocircolatorio provocato da fibrillazione ventricolare e tachicardia ventricolare senza polso. Proprio per questo la presenza capillare, sul territorio provinciale, di defibrillatori semiautomatici esterni, è un obiettivo su cui siamo impegnati da tempo e che vede oggi, con l'approvazione di questi criteri, il raggiungimento di una tappa molto importante. Ma la presenza dei defibrillatori da sola non basta, è necessario anche che il personale non sanitario individuato per l'utilizzo del defibrillatore sia opportunamente formato. Proprio per questo è previsto, come requisito per l’accesso al contributo, il possesso dell’attestato di autorizzazione all’uso del defibrillatore o l'impegno ad acquisirlo entro un congruo periodo di tempo”.
“Le nostre montagne sono meta di un elevato flusso turistico, sia in estate che in inverno, nostro dovere è cercare di renderle il più sicure possibile, sotto tutti i punti di vista - aggiunge l’assessore al turismo Roberto Failoni -. La specificità delle zone di montagna, unita all'elevato numero di persone che vi transitano, impone un intervento, attraverso il quale garantire quella sicurezza che ognuno di noi si aspetta e che è prerogativa di un'offerta turistica di qualità. Un'offerta turistica attenta ai bisogni delle persone e orientata a creare un ambiente confortevole, in cui trascorrere le proprie vacanze o il proprio tempo libero ma attrezzato anche per affrontare situazioni di emergenza, come quelle nelle quali si rende necessario l’utilizzo dei defibrillatori”.











