Festival dell'Economia, la kermesse rischia di lasciare Trento? Zeni: '' La Giunta Fugatti sembra volere far posto a qualcuno di 'più gradito'''
Il Consigliere del Pd spiega: "La Giunta provinciale ha aperto, negli scorsi mesi, una 'gara' per l’organizzazione prossima dell’evento che ha reso noto Trento e il Trentino nei grandi circuiti dell’economia mondiale. Ora quella 'gara' sta dando i suoi frutti che, guarda caso, potrebbero coincidere con l’aspirazione politica della maggioranza di governo dell’autonomia speciale a chiudere il rapporto, non sempre facile, con l’editore Laterza di Bari e, soprattutto, con il direttore scientifico Tito Boeri"

TRENTO. Il Festival dell'Economia rischia di essere travolto dal vento leghista? A chiederselo sono in molti dopo le notizie diffuse negli ultimi giorni che vorrebbero da un lato l'arrivo di una nuova proposta per la gestione fino a qui portata avanti dall'editore Laterza, e dall'altro la Giunta di Fugatti che non sembrerebbe contraria a dei cambiamenti.
La kermesse dello scoiattolo di certo non è un evento di secondo piano. Stiamo parlando del festival più importante della città di Trento e del Trentino che oltre a dare visibilità al nostro territorio ha un ricaduta di denari tutt'altro che irrilevante.
A chiedere delucidazioni alla Giunta è il consigliere provinciale del Partito Democratico, Luca Zeni, con una interrogazione.
“Secondo un principio di concorrenzialità – spiega Zeni - la Giunta provinciale ha infatti aperto, negli scorsi mesi, una 'gara' per l’organizzazione prossima dell’evento che ha reso noto Trento e il Trentino nei grandi circuiti dell’economia mondiale. Ora quella 'gara' sta dando i suoi frutti che, guarda caso, potrebbero coincidere con l’aspirazione politica della maggioranza di governo dell’autonomia speciale a chiudere il rapporto, non sempre facile, con l’editore Laterza di Bari e, soprattutto, con il direttore scientifico Tito Boeri, decisamente giudicato 'ostile' anche dai vertici nazionali della Lega Salvini che, fra i primi atti del governo Conte I se non si erra, gli tolse la presidenza dell’ Inps”.
Più volte, spiega il Pd, l’Editore Laterza aveva sottolineato come gli accordi in essere con la Provincia non permettessero a quest’ultima di impossessarsi “in toto” del Festival e di gestirlo secondo le proprie singole volontà. “Ciò nonostante – spiega Zeni - la Giunta provinciale ha voluto seguire la strada della 'gara'. Forse sottovalutando i termini degli accordi con il partner storico ed immaginando di poter oltrepassare quest’ultimo con un semplice escamotage burocratico, per far posto a qualcuno “più gradito” e meno identificabile con l’aborrito passato”.
Ma quali certezze ha la Giunta provinciale che un simile percorso sia agibile senza problemi? A chiederselo è proprio il consigliere Luca Zeni. “ Se, per caso, gli accordi sottoscritti e vigenti con l’Editore Laterza consentissero a quest’ultimo di bloccare il qualche modo la prossima edizione del Festival o, peggio ancora, di allocarla altrove? Non è fantascientifico immaginare inoltre che la Commissione provinciale preposta al parere tecnico – e composta in prevalenza da Dirigenti provinciali, ovvero dal braccio operativo della Giunta – potrebbe facilmente non porsi in antitesi con l’orientamento dell’organo di governo e quindi agevolare un 'cambio in corsa'”.
Da qui le richieste contenute nell'interrogazione con la quale si chiede alla Giunta quale sia la normativa che ha portato l'introduzione delle nuove procedure di affidamento, posto che non si tratta di un incarico normale, bensì di una collaborazione fondata sul principio della reciprocità. Se le procedure della Pat siano prevalenti rispetto agli accordi in essere con l'Editore e quali conseguenze pratiche potrebbero essere.
Infine viene chiesto anche quali diritti vanta l’Editore Laterza circa il Festival dell’Economia in quanto tale e se risponde al vero la ventilata ipotesi di un possibile trasferimento altrove del Festival per volontà del partner progettuale ed organizzativo dell’evento.
Qui l'interrogazione












