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| 25 ott 2021 | 13:59

Il Governo prepara i bandi per la coltivazione di cannabis terapeutica, Valcanover: “In Trentino la Mach avrebbe il know how necessario per partecipare”

Attualmente, in Italia, la cannabis terapeutica viene prodotta esclusivamente dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze ma il Governo sta pensando aprire dei bandi per aziende pubbliche e private. Valcanover: “Un’opportunità per il Trentino ma serve la volontà politica”

di Tiziano Grottolo

TRENTO. Ospite alla trasmissione “Mi manda Rai 3”, il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ha annunciato che “nelle prossime settimane saranno pronti i bandi per la coltivazione di cannabis terapeutica ad uso medico da parte di aziende pubbliche e private”. Come ricorda l’associazione Luca Coscioni, in Italia, dal 2006 i medici possono prescrivere preparazioni magistrali contenenti sostanze attive a base di cannabis per uso medico.

 

Dal 2007 inoltre è possibile importare Bedrocan, Bediol, Bedrobinol, Bedrolite, Bedica e Sativex mentre, in virtù di un accordo firmato tra il Ministero della Salute e quello della Difesa del settembre 2014, le infiorescenze per le preparazioni galeniche possono essere prodotte anche dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze. “Il problema – osserva l’avvocato nonché storico esponente dei Radicali Fabio Valcanover – è che la domanda supera l’offerta e questo vale anche per la provincia di Trento. Anche sul mercato internazionale c’è carenza del prodotto che di solito viene fornito da Canada e Olanda. Spesso però le partite vengono aggiudicate all’asta da altri Paesi”.

 

Da qui l’idea di varare dei bandi ad hoc per offrire la possibilità di coltivare cannabis a uso medico anche ad aziende private e pubbliche. “L’obiettivo – ha specificato il sottosegretario Costa – è quello di essere autosufficienti nell’ambito della produzione”. Il tema è stato portato sul tavolo del Ministero dell’Agricoltura e al Ministero dell’Interno e stando a quanto riferito da Costa l’iter sarebbe “a buon punto”.

 

Secondo Valcanover questi bandi potrebbero rappresentare un’opportunità anche per Trentino e Alto Adige. “Sia la Fondazione Edmund Mach che il Centro di Sperimentazione Laimburg avrebbero il know how necessario per affrontare un progetto di questo tipo, inoltre questo sarebbe anche un modo per abbattere i costi. Il problema – prosegue l’avvocato – è che serve la volontà politica”.

 

Nel frattempo la raccolta firme per la depenalizzazione della produzione e del consumo di cannabis si avvia verso la conclusione. Entro il 28 ottobre saranno consegnate le oltre 600mila sottoscrizioni raccolte e potrà essere avviato l’iter per arrivare al referendum. Ovviamente se il referendum sulla depenalizzazione dovesse passare anche i malati che accedono a questo tipo di cure potrebbero beneficiarne. Se non altro si contribuirebbe a cancellare lo stigma che ancora esiste su queste terapie.

 

Il referendum infatti, punta a eliminare il reato di coltivazione, rimuovere le pene detentive per qualsiasi condotta legata alla cannabis e cancellare la sanzione amministrativa del ritiro della patente per il solo possesso della sostanza. Come sottolinea l’associazione Luca Coscioni, fra i promotori dell’iniziativa, in Italia ci sono circa 6 milioni di consumatori: “Tra questi anche moltissimi pazienti spesso lasciati soli dallo Stato nell’impossibilità di ricevere la terapia nonostante la regolare prescrizione. Questi italiani hanno oggi due sole scelte: finanziare il mercato criminale nelle piazze di spaccio o coltivare cannabis a casa rischiando fino a 6 anni di carcere”.

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