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Il presidente di Confindustria (VIDEO): ''Vale ancora la pena investire su stazioni sciistiche troppo basse a fronte del cambiamento climatico?''

Gli industriali nel corso dell'assemblea generale non si sono nascosti per tracciare le direttrici e le proposte per il futuro del Trentino, compreso un patto per il lavoro con sindacati e Provincia. Fausto Manzana: "Necessario migliorare accoglienza e attrattività: servono manager, ma anche operai e impiegati che qui sul territorio devono trovare qualcosa"

Di Luca Andreazza - 15 ottobre 2021 - 21:15

TRENTO. "La direttrice dell'Inail non toccava palla per via del collegamento non ottimale, una situazione imbarazzante. La val Giudicarie ha un internet che va a pedali. Il tema della connettività, un'infrastruttura leggera, è qualcosa di cui sentiamo l'esigenza". A dirlo Fausto Manzana, presidente di Confindustria Trento, che poi aggiunge: "Questi sono interventi prioritari, figurarsi se parliamo della Valdastico". E l'assemblea degli industriali esplode nelle risate.

 

Questa la risposta del numero uno degli industriali al presidente della Provincia con Maurizio Fugatti che dal palco ha ripreso uno slogan tanto caro: "Si parla di grandi arterie stradali. Un'opera pubblica all'anno perché ci sono snodi che devono essere fatti e sono un volano per la crescita. Dobbiamo avere il coraggio di investire anche nei momenti difficili in quanto è una leva per la ricchezza".

Ci sarebbe anche un'apertura alla Valdastico, ma molto dipende dal progetto e dal tracciato. Nei mesi passati Confindustria si è schierata per un'uscita a Trento piuttosto che a Rovereto. Industriali pronti a firmare un patto per il lavoro con sindacati e Provincia per accelerare l'uscita dalla crisi causata da Covid.

 

In generale gli industriali non si sono nascosti e hanno dimostrato coraggio nell'analizzare il quadro attuale. "E' vitale - evidenzia Manzana - costruire relazioni nuove e importanti, come il Nord Est. Il presidente Fugatti veniva da Innsbruck, ci sarà anche stata qualche ragione, anche se non la conosco ma so dove è dal punto di vista geografico. Ma le alleanze sono doverose perché la nostra dimensione è piccina e da soli potremmo fare molto poco". Un altro tema è l'Autonomia. "I nostri padri ci hanno lasciato un'eredità e che ha portato grandi frutti: 75 anni fa avevamo 20 punti in meno di Pil rispetto agli altri territori. Ma oggi non siamo più capaci di mettere a terra questa ricchezza".

 

Idee chiare anche sul turismo. "Dobbiamo migliorare la nostra capacità di offerta e attrarre turisti di maggior qualità. Avere una proposta in questo senso - dice Manzana - così come fare delle scelte e degli investimenti. Vale ancora la pena investire su stazioni sciistiche troppo basse per il cambiamento climatico? Dobbiamo ampliare a 365 giorni all'anno i flussi del settore. E penso al convegno internazionale sulla montagna che arriva a conclusioni solo sulla carta e non ci sono azioni".

 

 

Il comparto guarda comunque con fiducia al futuro: "Il Trentino segue la linea nazionale - spiega Manzana - una progressione di crescita nel secondo trimestre del 30% di fatturato in più, la manifattura al 50% e l'edilizia al 65%. Difficile comprendere quanto sia strutturale ma c'è una crescita importate. Fondamentale aver invertito la curva dell'export fino a qualche mese fa eravamo l'unico territorio con segni negativi in questo senso". 

 

Un'assemblea generale di Confindustria che ha tracciato le cinque direttrici d’azione proposte al territorio per promuovere uno sviluppo attento alla centralità dell’individuo e della qualità della vita: rendere il Trentino una best practice nei nuovi modelli di welfare, di lavoro e di impresa costruiti attorno alla persona; innovare il sistema educativo attraverso un approccio di filiera che allinei la formazione ai nuovi trend del mercato e ai bisogni delle imprese.

 

 

E poi posizionare il Trentino e la sua immagine come territorio “life-friendly e work-friendly” per attirare talenti e competenze; affermare un nuovo modello per il turismo a partire dallo sviluppo delle attività sportive e delle filiere industriali e di servizio associate, integrando la collaborazione in ambito sportivo e infine avviare un’azione concertata tra pubblico e privato di semplificazione amministrativa nell’ambito dell’Autonomia speciale.

 

In dialogo con Rosalba Reggio, giornalista del Sole 24 Ore, Manzana ha spiegato come il riposizionamento strategico-competitivo del Trentino potrà declinarsi su tre pilastri che sono al centro delle proposte operative dell’iniziativa “Duemilatrentino”: la centralità dell’individuo e della qualità della vita, la transizione sostenibile, la “Società Trentino 5.0”.

 

“La visione strategica al 2030 – continuano gli industriali - è di riaffermare il Trentino, con un forte rilancio dell’Autonomia e posizionamento sui servizi e le produzioni a valore aggiunto, come territorio dinamico e sostenibile, avanguardia d’Italia per le politiche e le migliori pratiche per la qualità della vita, del fare imprese e del lavoro. Una visione che può permettere al territorio di riqualificare la propria identità e rinsaldare le radici stesse della propria Autonomia, puntando sulla discontinuità e su una rinnovata collaborazione tra le forze economico-sociali e le istituzioni della comunità”.

Per concretizzare tale visione al 2030, valorizzando la centralità dell’individuo e della qualità della vita come leva di sviluppo del Trentino e integrando le eccellenze del sistema produttivo in chiave sistemica, sono state dunque identificate cinque direttrici d’azione e dodici proposte d’intervento. 

 

"L'attrattività - evidenzia Manzana - è una proposta chiave perché siamo in un contesto di denatalità e una costruzione orografica che non può essere cambiata, c'è la necessità di attrarre risorse a vari livelli come i manager, ma anche semplicemente operai o impiegati che devono trovare qualcosa in Trentino. A partire dall'accoglienza, con rispetto reciproco e attenzione per cultura e tradizione. Un territorio aperto e capace di convivere positivamente per creare valore". 

 


Poi il presidente della Provincia di Trento ha dialogato con il presidente Manzana a partire dal tema della burocrazia, centrale nel rapporto tra categorie economiche e amministrazione provinciale, che l’esecutivo ha affrontato con la piattaforma Riparti Trentino. “Un progetto, nato in epoca covid, che ha facilitato l’accesso ai contributi e accorciato i tempi per l’erogazione dei contributi”. Per proseguire con l’Autonomia, che va rilanciata in ambito macroregionale, e con il turismo: “I numeri in Trentino, anche in questa situazione pandemica, superano quelli del 2019 che fu l’anno dei record – prosegue Fugatti – dobbiamo però puntare ad attrarre maggiormente il turismo di qualità, in un sistema che ha la capacità di investire. L'abbiamo visto con il bando turismo che a fronte di 30 milioni di investimenti pubblici ne ha saputo mettere in moto 140 milioni. L'autonomia è un privilegio ma deve essere un modello per altri a cui potersi ispirare. Siamo in fase di trattativa con Bolzano per i gettiti arretrati: col bilancio 2020-22 ci sono 300 milioni in meno sul bilancio provinciale".”.

Un ragionamento poi sulle infrastrutture: “Oggi ci sono arterie che devono essere fatte, sono necessarie per la crescita, servono investimenti sia privati che pubblici, dobbiamo credere nelle partnership pubblico – private”. Infine sul Pnrr e sul Recovery Plan europeo il Trentino sta puntando a digitalizzazione e sostenibilità, oltre agli altri progetti in corso tra cui i circa 900 milioni per la circonvallazione di Trento.

 

"Il Trentino per un forte rilancio deve essere un territorio dinamico e sostenibile, azioni reali e non velleitari: un'avanguardia per l'Italia e per l'Europa", conclude Manzana. 

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