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Mercatini di Natale, l'ex presidente di Trento Fiere: ''E' finita l'epoca delle piazze a uso e consumo dell'evento: la città centrale e non più contorno alla manifestazione''

Archiviato lo stop dell'ultima edizione a causa della fortissima diffusione dell'epidemia Covid alla fine dell'anno scorso, la volontà è quella che la città di Trento ritorni organizzare il celebre evento che per decenni ha trascinato il comparto turistico. Restano comunque molte incertezze e quindi è indispensabile capire le migliori soluzioni per valorizzare una manifestazione importante per il capoluogo

Di Luca Andreazza - 03 aprile 2021 - 21:35

TRENTO. "Le parole chiave sono distintività e sicurezza". Così Claudio Facchinelli, già presidente di Trento Fiere e artefice dei Mercatini di Natale del capoluogo per quasi 20 edizioni prima del passaggio del testimone a Battista Polonioli e quindi all'Azienda per il turismo Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi. "L'attuale formula della kermesse natalizia è ormai ai titoli di coda. E' tempo di ripensare all'organizzazione e adeguarla ai nuovi bisogni e alle nuove aspettative del potenziale turista. Le trasformazioni intervenute nel mondo del lavoro come il ricorso allo smart working, ma anche la ricerca di luoghi immersi nella natura e un'alta qualità della vita candidano il capoluogo a diventare una destinazione ancor più eccezionale e attrattiva".

 

Archiviato lo stop dell'ultima edizione a causa della fortissima diffusione dell'epidemia Covid alla fine dell'anno scorso, la volontà è quella che la città di Trento ritorni organizzare il celebre evento che per decenni ha trascinato il comparto turistico. La speranza è che la campagna vaccinale acceleri per rientrare nel solco della normalità. Restano comunque molte incertezze e quindi è indispensabile capire le migliori soluzioni per valorizzare una manifestazione importante per il capoluogo. 

 

"La decisione di sospendere i Mercatini era stata opportuna (Qui articolo). Nonostante il momento difficile e le limitazioni per fronteggiare l'emergenza - aggiunge Facchinelli - siamo riusciti a vivere comunque un’atmosfera unica in città. In due mesi dall’insediamento e nella difficile scelta di non organizzare la manifestazione, il Comune ha preso la direzione giusta: puntare sull’esperienza e sulla magia. E ci ha fatto vivere una città di speranza, con le luci, con la stella di natale, con piazza Duomo e le luminarie di alto profilo".

 

Dopo un anno di epidemia, le abitudini (anche inconsapevolmente) però potrebbero essere cambiate e comunque diventa difficile immaginare un'organizzazione articolata su due piazze, Fiera e Battisti, stipate di espositori e persone accalcate alle casette. "Credo che quella di coinvolgere il visitatore a livello esperienziale possa essere una bella intuizione - prosegue l'ex numero uno di Trento Fiere - mettere in primo piano Trento quale tratto di distintività. Ormai i Mercatini ci sono ovunque, da nord a sud Italia, senza dimenticare altri poli europei, serve un'idea nuova".

 

Insomma, un cambio di paradigma. Non più Trento al servizio dei Mercatini quali perno immobile (o quasi) della proposta, ma la kermesse che ruota intorno alla città. "Il capoluogo - spiega Facchinelli - sarà ancora precursore del settore, se questo evento diventa un elemento della città del Natale. E sarà necessario anche qui puntare sulla qualità: magari meno casette ma con prodotti di eccellenza e di qualità, specchio di una città in grado di fare respirare l'atmosfera natalizia. E' finita l'epoca delle piazze a uso e consumo dell'evento: una soluzione potrebbe essere quella di prevedere un percorso in centro storico, coinvolgere il giardino del castello del Buonconsiglio e le principali attrazioni cittadine. Studiare una planimetria in grado di distribuire le proposte enogastronomiche per guidare i flussi e valorizzare anche artigianato e commercio".

 

Un ruolo fondamentale è la sicurezza. "Certo - evidenzia - non ci si deve far trascinare dalla voglia di ripetere i numeri degli anni passati. Non è semplice ritornare a quei livelli fin da subito, servirà probabilmente tempo. Si spera che l'epidemia diventi presto un lontano ricordo, ma è necessario studiare un sistema di sicurezza adeguato: i visitatori devono sentirsi il più possibile garantiti. E' necessario che percepiscano gli sforzi in questo senso, solo così si può pensare di rilanciare i Mercatini e controbilanciare un atteggiamento forse diverso di cittadini e clienti".

 

Insomma, ci potrebbe essere l'esigenza di uscire dalla confort zone: la capacità di prendere decisioni difficile e stravolgere le impostazioni in tempi di crisi. "Se guardiamo in ottica diversa alla città per le festività natalizie allora si può ragionare per sviluppare un'altra grande opportunità. Il centro storico, che è un grande centro commerciale all’aperto, potrà diventare il 'Mercatino' - commenta l'ex presidente di Trento Fiere - rappresentare una cornice unica del tipico Mercatino e distinguere il proprio prodotto: si sceglie di entrare in negozio certamente perché si trovano prodotti di qualità ma anche perché vivere la città è bello e si trovano quei servizi e il calore umano che non può certamente offrire una piattaforma online".

 

Un commercio che presto si potrebbe trovare a fare i conti con la crisi, tante le serrande già abbassate e i locali sfitti. "E' necessario prevedere una pianificazione - continua Facchinelli - riduttivo avere solo catene perché altrimenti il centro si svilisce, perde la propria identità e calano le rendite di posizione. Un cambiamento può muovere nuove occasione sul piano occupazione, così come di investimento per i privati. Inoltre gli orari, in particolare quelli estivi, appaiono anacronistici: forse bisognerebbe provare a chiudere nella fase centrale e prolungare le aperture serali. Questo tema naturalmente è complesso e si rende necessario un interessamento anche le parti sindacali ma va affrontato. Indubbiamente bisogna far vivere una città come Trento, un capoluogo a misura di famiglia e baricentro per raggiungere mete straordinarie".

 

I tempi invece non sembrano maturi per un Mercatino in quota sul Bondone. "La montagna della città è un polo attrattivo, però le temperature metterebbero a dura prova gli espositori. La località è vicina, ma i collegamenti non sono agevoli se si parla in ottica dei Mercatini. Certo, il grande impianto funiviario potrebbe cambiare le carte in tavola ma fino a quel momento si deve continuare a lavorare sulle sinergie a prodotti che restano evidentemente chiari e distinti per vocazione".

 

Il Mercatino dovrebbe cercare una nuova strada e aver il coraggio di sperimentare. "Trento può continuare a essere un punto importante sulle cartine geografiche del settore solo se punta sulle proprie caratteristiche. Questo discorso potrebbe valere anche per le altre iniziative consolidate, festival compresi", conclude Facchinelli.

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