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Stop ai Mercatini, l'ex presidente di Trento Fiere: ''Scelta coraggiosa ma opportuna per evitare la situazione di marzo e poi ritrovarsi a piangere i morti''

L'ex presidente di Trento Fiere, Claudio Facchinelli, si trova d'accordo con la decisione del sindaco Franco Ianeselli di sospendere i Mercatini di Natale. "L'impressione è che questa edizione sarebbe un flop annunciato. E' prioritario salvaguardare la salute e evitare gli assembramenti: necessario un forte senso di responsabilità e la capacità di prendere decisioni difficili in tempi di crisi"

Di Luca Andreazza - 20 ottobre 2020 - 16:45

TRENTO. "Una scelta coraggiosa ma giusta e opportuna: serve precauzione". Così Claudio Facchinelli, già presidente di Trento Fiere e figura che è riuscito a lanciare i Mercatini di Natale della città nell'attuale dimensione di livello nazionale e internazionale. "Molti si sono dimenticati di questa primavera, però si deve evitare un nuovo 7-8 marzo. E' inutile portare avanti gli eventi per poi piangere i morti".

 

Il riferimento va a quel week-end di piste prese letteralmente d'assalto (con le scuole chiuse dal governo) per fronteggiare la primissima fase dell'emergenza Covid-19. L'assessore competente, Roberto Failoni, assente alle conferenze stampa e il presidente Maurizio Fugatti lasciato a rispondere e temporeggiare, mentre la tensione si alzava e da più parti arrivavano gli appelli per chiudere gli impianti. Ci aveva poi pensato il ministro Francesco Boccia a decretare la serrata preso atto dell'impasse dei territori (Qui articolo). 

 

"La diffusione dell'epidemia nelle zone a vocazione turistica come la val di Fassa e Fiemme - aggiunge Facchinelli - ma anche val Rendena e Giudicarie, è purtroppo frutto di quella situazione. Si deve scongiurare di riproporre quell'errore che tanto è costato in termini di sofferenza e difficoltà per il territorio. Il momento è complicato e delicato, la responsabilità è quella di tutelare la salute e quindi una decisione di sospendere i Mercatini mi trova perfettamente d'accordo". 

 

La kermesse natalizia sembra destinata a saltare un anno (Qui articolo), mentre l'Alto Adige ha già deciso (Qui articolo). C'è un iter da seguire, però la sospensione dei Mercatini sembra più di un'ipotesi, mentre la recrudescenza dell'epidemia è evidente: i casi sono di Covid-19 sono in aumento e la Provincia si è trovata a dover comunicare 12 decessi in 10 giorni. Sono state intraprese nuove misure a Roma per cercare di evitare un nuovo lockdown generalizzato che l'Italia non potrebbe permettersi.

 

"E' meglio inoltre saltare un anno per salvaguardare l'immagine di un evento e la qualità della manifestazione - evidenzia il deus ex machina dei Mercatini - non è utile a nessuno vedere gli stand vuoti, così come non si deve banalizzare il rischio di finire nel mirino perché le regole non vengono rispettate dai frequentatori. L'impressione è comunque che questa edizione sarebbe un flop annunciato. La promozione è giocoforza bloccata e non va dimenticato che gli espositori investono comunque cifre significative per aderire al Mercatino: la soddisfazione degli esercenti in questi casi deve essere sempre un obiettivo fondamentale, il periodo è lungo e freddo, c'è un grandissimo sacrificio e ci sono troppe incertezze per assicurare un indotto".

 

Il piano iniziale di Azienda per il turismo Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi e Comune sarebbe stato quello di articolare la manifestazione attraverso l'utilizzo di tre piazze tra Duomo, Battisti e Dante per provare a gestire l'affluenza e assicurare il distanziamento fisico.

 

"Non è una fiera con limiti ben precisi - continua Facchinelli - sono spazi aperti e diventerebbe oltremodo macchinoso incanalare gli spostamenti e un'organizzazione con limitazioni e freno a mano tirato. C'è da valutare la voglia delle persone di spostarsi, diversamente c'è un altissimo rischio di creare assembramenti. Qui si inserisce anche un nodo legato agli espositori: piazza Fiera è la piazza storica e ospita le casette più ambite, gli altri luoghi sarebbero invece ancor più difficili da valorizzare. A questo aggiungo che Piazza Battisti non ha funzionato nonostante numeri importanti, seppur in calo da un paio di anni, complicato quindi immaginare che possa andare in controtendenza durante un'emergenza sanitaria. E poi piazza Dante non è assolutamente adatta a ospitare i Mercatini e mi stupisce questa ipotesi".   

 

Insomma, sarebbe giusto il passo indietro di un anno per ripartire di slancio. "Ovviamente a malincuore ma assolutamente sì - conclude Facchinelli - serve un forte senso di responsabilità in questo momento, così come la capacità di prendere decisioni difficili in tempi di crisi. Forse sarebbe stato più opportuno permettere le aperture domenicali di negozi e supermercati in una fase epidemiologica più stabile che magari vedersi chiudere i Mercatini in corso d'opera e buttare via anche un lavoro di allestimento impegnativo".

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