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Personale sanitario no vax, la Cisl: ''Preoccupati da approccio superficiale di Apss e Pat: azioni tardive e sempre poco chiare''

La Cisl Fp: "Un vertice fissato come sempre in maniera tardiva. E assente pure il dg Ferro nonostante una situazione delicata con importanti ripercussioni sugli operatori sanitari, che hanno aderito alla campagna vaccinale e che rimangono in servizio, e per le ricadute organizzative"

Pubblicato il - 03 settembre 2021 - 21:40

TRENTO. "Un vertice fissato come sempre in maniera tardiva senza il tempo di pianificare e valutare le dovute azioni". Così Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, Alfio Traverso, Sandro Pilotti e Silvano Parzian che seguono il comparto per il sindacato di via Degasperi. "Siamo preoccupati per l'approccio superficiale dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari e della Provincia, assente pure il dg Ferro nonostante una situazione delicata con importanti ripercussioni sugli operatori sanitari, che hanno aderito alla campagna vaccinale e che rimangono in servizio, e per le ricadute organizzative".

 

Da quanto comunicato nei prossimi giorni parte l'iter di sospensione dall'esercizio della professione degli operatori sanitari non vaccinati. Compito poi del datore di lavoro (pubblico o privato) verificare la possibilità di assegnare la persona ad altra mansione e, in caso di impossibilità, sospenderla dal posto di lavoro. "Abbiamo chiesto - proseguono Pallanch, Traverso, Pilotti e Parzian - quale reparti sono sotto i contingenti minimi, ma non abbiamo avuto risposte. Si prende atto che all'Apss nulla importa di coloro che si sono vaccinati e che ora andrà a punire sovraccaricandoli ulteriormente di turni senza aver programmato alcuna graduatoria di infermieri. Una situazione che lascia perplessi e sulla quale daremo battaglia".

 

A luglio sono stati spediti 860 inviti contenenti l'appuntamento per la somministrazione del vaccino e la scorsa settimana sono scaduti i termini entro i quali presentare l'attestazione di avvenuta somministrazione delle dosi. Dopo le verifiche risultano non vaccinati 679 operatori sanitari, da cui devono essere tolte 119 persone che hanno motivato la mancata vaccinazione perché in aspettativa.

 

Per quanto riguarda i dipendenti Apss sono 143 le persone non vaccinate (58 operatori socio sanitari e 85 di altro profilo sanitario). In linea generale sono 560 gli operatori che non hanno aderito . "Alcuni dipendenti - aggiunge la Cisl - non sono nemmeno stati convocati dall'Azienda sanitaria per i colloqui di approfondimento: un intervento probabilmente parziale e poco strutturato. Purtroppo registriamo ancora molta confusione sull'attuazione del decreto legge che prevede la sospensione dei professionisti e degli Oss. A questo si aggiunge che le parti sociali non sono state interessate in modo approfondito per delineare le strategie di intervento, tanto meno in campagne informative qualificate che non sono state attivate".

 

La preoccupazione è quella che il comparto possa andare in sofferenza a fronte della carenza di personale con dei reparti in grave difficoltà. Oltre agli operatori che riceveranno la lettera dall'autorità, ci sono poi circa altri mille sanitari che hanno risposto formalmente all'Apss per motivare la mancata vaccinazione. Per queste persone si sono concluse le valutazioni delle varie giustificazioni da parte di una commissione interna dell'Azienda sanitaria e, nel caso non siano state ritenute sufficienti le motivazioni alla non vaccinazione, non sappiamo ad oggi se si prevede la convocazione d'ufficio per la verifica delle patologie ostative.

 

"Evidenziamo che la campagna di informazione e formazione delle autorità è stata debole: un maggior coinvolgimento di lavoratrici e lavoratori avrebbe potuto portare convincere indecisi e ritardatari. Adesso ci si potrebbe trovare nel paradosso che gli operatori vengono sospesi per attuare le  disposizioni di legge, ma con ricadute sul personale che si è responsabilizzato per una mancata valutazione del quadro: una pianificazione e un'analisi dei fabbisogni totalmente assente, come avvenuto anche nel comparto delle Apsp, decisioni e approfondimenti che arrivano sempre troppo tardi e con comunicazioni sfumate e poco chiare", concludono  Pallanch, Traverso, Pilotti e Parzian.

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