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Quasi 2 milioni di euro per la ripartenza: il Comune investe su cultura e sociale. Franzoia: "Una spinta perché tutti i settori ripartano con le proprie gambe"

Il Comune ha deciso di investire un milione e 800 mila euro per far ripartire la città. Cultura e sociale sono i due focus di questi investimenti, che, pur essendo valori immateriali, dovrebbero fungere da leva per l'economia locale. Bozzarelli: "Speriamo che questo aiuti a far esprimere il capitale sociale di tutte le generazioni"

Pubblicato il - 12 maggio 2021 - 16:13

TRENTO. Investire per ripartire. Se si vuole uscire dalla crisi causata dalla pandemia bisogna dare una spinta alle attività economiche e il miglior modo di farlo è investire. Il Comune di Trento ha deciso di fare proprio questo e, con l’approvazione di una variazione di bilancio avvenuta ieri sera, investirà un milione e 800 mila euro sulla ripresa della città, in particolare sui settori più colpiti dalla pandemia.

 

"È stato un lavoro trasversale tra assessorati e servizi - spiega l'assessora al Bilancio Mariachiara Franzoia - Siamo partiti dall'analisi dei bisogni per poi costruire, in modo veloce e flessibile, le risposte da dare la città. Non abbiamo scelto la strada dei contributi a pioggia, ma degli interventi mirati perché questa variazione di bilancio vuole essere una leva, una spinta per far sì che tutti i settori - dal commercio, alla cultura, allo sport - riescano a ripartire con le proprie gambe. Naturalmente non manca l'attenzione ai soggetti più fragili, perché pensiamo che nessuno debba rimanere indietro e che non possa esserci una vera ripartenza senza coesione sociale".   

 

Il primo pilastro di quest’operazione è la cultura, alla quale verrà dedicata gran parte del budget approvato ieri. L’assessora Bozzarelli racconta: "L'investimento in cultura per noi ha una ricaduta duplice: la cultura incarna lo spirito della città e risponde al bisogno di risveglio umano di questo periodo così difficile. Ma la cultura, oltre che un valore immateriale, è anche una leva per l'economia. Quello che auspichiamo è che il calendario di iniziative che abbiamo approvato ieri sera aiuti a far esprimere il capitale sociale di tutte le generazioni e nello stesso tempo supporti settori fortemente penalizzati come il commercio, il turismo, le imprese culturali".

 

Le attività culturali finanziate in questo contesto saranno molteplici. Il pacchetto di “Trento Aperta”, un calendario pieno di iniziative per far vivere la città a residenti e turisti, è ricchissimo. Ad esso sono stati infatti dedicati 740 mila euro (di cui 280 mila già iscritti a bilancio).

 

Nell’ambito di questo progetto verranno costruiti in piazza Battisti il Teatro capovolto e il Mercato in piazza, piazza Venezia verrà trasformata in un Giardino incantato pieno di allestimenti e animazioni, verrà proiettato il film Mila, con l’accompagnamento dell’orchestra Haydn e verranno creati i Salotti urbani per promuovere la cittadinanza attiva. In piazza Dante verranno allestite mostre, promossi dibattiti ed eventi per ricordare i 700 anni dalla morte di Dante e nel quartiere ex Lettere, verrà installato un laboratorio creativo: La finestra sul cortile. In piazza Battisti ci saranno anche otto spettacoli pomeridiani del Teatro ragazzi. Arte in bottega porterà invece due week end di microperformance live all'interno dei negozi.

 

Oltre agli eventi nel centro città ci saranno iniziative anche su tutto il territorio comunale con cinema e concerti in varie circoscrizioni. Inoltre verranno attivati il trekking urbano e gli eventi per bambini. Arrivano anche 90 mila euro appositamente per lo sport, in particolare per incentivare la creazione di attività ludico-motorie estive per bambini e ragazzi tra i 6 e i 19 anni. Altri 400 mila euro finanzieranno bar e ristoranti che promuoveranno musica dal vivo, letture e intrattenimenti vari o che acquisteranno nuovi arredi.

 

L’altro pilastro della ripartenza è invece l’ambito sociale, a cui verranno devoluti oltre 800 mila euro. L'assessora Chiara Maule spiega: "Questa pandemia ha penalizzato soprattutto i soggetti più vulnerabili, i ragazzi con famiglie fragili alle spalle, ma anche giovani in generale. Per questo chiederemo agli enti del terzo settore che si occupano di minori e con cui già collaboriamo di elaborare proposte differenziate e diffuse sul territorio per coinvolgere gli adolescenti, in modo che recuperino la socialità anche attraverso attività che li stimolino ad impegnarsi e ad assumersi qualche responsabilità".

 

La prima proposta è quella dei campi estivi, da progettare insieme al terzo settore e pensati soprattutto per bambini e ragazzi che hanno risentito delle limitazioni imposte dalla pandemia, sia dal punto di vista psicologico che da quello degli apprendimenti. Inoltre aumenterà il numero di bambini e ragazzi che potranno beneficiare di interventi educativi a domicilio e del servizio semiresidenziale, per intervenire in tutte le situazioni di fragilità educativa causata dalla pandemia. Sarà potenziata l'assistenza domiciliare "di sollievo", per aiutare le famiglie in affanno e supportare chi si prende cura di un anziano o di una persona fragile, compito ancora più gravoso a causa delle limitazioni imposte dalla pandemia.

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