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Un anno di Covid, come cambia la società. Torta: ''I grandi negozi sfitti diventino centri per i produttori locali e la città diventi un centro commerciale all'aperto''

La crisi sta colpendo numerose grosse catene che spesso decidono di chiudere i negozi fisici per puntare all'online. "Siamo davanti ad un mutamento generazionale e di approccio della città. Dobbiamo tornare ad offrire prodotti o servizi su misura". Per ripartire si guarda sempre più al cosiddetto "centro commerciale all'aperto'' 

Di G.F - 19 marzo 2021 - 11:10

TRENTO. “Dobbiamo tornare ad essere dei 'sarti', offrire prodotti su misura, facendo diventare il commercio ad essere ancora un'opportunità per l'intero quartiere”. Luca Torta è uno dei più conosciuti volti del commercio della città di Trento e non solo. Assieme alla sorella Roberta porta avanti la Casa del Caffè in via San Pietro e dal 1983 all'ombra del campanile ha visto i tantissimi cambiamenti che hanno travolto il centro storico della nostra città.

 

Cambiamenti enormi inevitabili anche ora con la pandemia. Il tema lo avevamo trattato nei giorni scorsi con l'intervento dell'assessore e vicesindaco, Roberto Stanchina (QUI L'ARTICOLO). L'idea da lui lanciata di aprire al commercio all'aperto, di rimodulare gli orari e dare ossigeno alle attività del centro storico, portando le attività fuori dalle strutture commerciali, fuori dal modello che da anni conosciamo.

 

Il grosso commercio sta cercando di sbilanciarsi verso l'online per non occupare più i palazzi nel centro storico di grande metratura” spiega Torta che da osservatore “privilegiato” vede il mutamento in atto.

 

Sono molte le catene che hanno deciso di chiudere sul territorio i propri punti vendita puntando, in alcuni casi, al mercato online. Lo stesso, in alcuni casi, è accaduto anche a Trento dove nei prossimi mesi potrebbero esserci altri addii.

 

“Siamo davanti ad un mutamento generazionale e di approccio di Trento – spiega Torta - La città si è evoluta moltissimo come attività di interscambio da quando non ci sono le macchine. La gente si ferma in centro piacevolmente a chiacchierare”.

 

Ed ecco allora che l'idea di un centro commerciale all'aperto potrebbe essere quanto mai importante per rilanciare il centro storico non solo a livello economico ma anche di comunità. “Significa riappropriarsi delle strade – spiega ancora il titolare della Casa del Caffè – allargare il negozio alla via ed io sarei il primo ad esserne favorevole. In questo modo si riuscirebbe a creare un nuovo contatto con il cliente offrendogli anche un nuova esperienza sensoriale”.

 

Da qui la necessità di tornare ad offrire prodotti o servizi simili ad “abiti sartoriali”. “Dobbiamo capire e seguire i bisogni dei singoli e sta a noi conquistare queste fasce di mercato che la grossa distribuzione ha cercato di massificare”. Bene quindi creare occasioni di incontro che possono andare dalle sfilate in strada magari con protagonisti proprio i clienti dei punti vendita alle presentazione ad hoc di prodotti.

 

E in tema di nuovi spazi da riutilizzare nuove idee potrebbero anche arrivare dai locali sfitti in città, quelli di grandi metrature, che possono diventare occasione per produttori locali che dalle valli possono trovare un luogo dove presentare i propri prodotti. 

 

“Quando questa pandemia ce lo lascerà fare – ha concluso Torta – abbiamo bisogno di ritrovare il contatto sociale nel nostro centro storico. Questo non solo commerciale ma anche generazionale. Residenti e negozianti non sono due realtà da tenere distinte, entrambe hanno una passione in comune: il centro storico”.

 

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