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| 13 nov 2021 | 22:16

''Vietato sciare in stato di ebbrezza'', gli impiantisti: ''Nessuno vuole ubriachi sulle piste ma una legge troppo restrittiva colpisce parte dell'economia e dell'occupazione''

Sono diverse le novità in partenza dal 1 gennaio 2022 per le stazioni sciistiche: l'obbligo di Rc per ogni sciatore; divieto di consumo di alcol e casco che diventa obbligatorio fino a 18 anni. L'assessore Roberto Failoni: "Alcuni aspetti da chiarire". La presidente di Anef, Valeria Ghezzi: "La richiesta di chiarezza è sul metodo e sull'applicazione della legge, ovviamente non c'è discussione sul contenuto" 

TRENTO. "Il provvedimento è di buon senso, gli impiantisti stessi non vogliono sciatori in stato di ebbrezza sulle piste per ovvie ragioni sicurezza". Queste le parole di Valeria Ghezzi, presidente di Anef-associazione nazionale esercenti funiviari e delle funivie e seggiovie San Martino di Castrozza. "Restano le perplessità sull'interpretazione che il legislatore intende dare alla norma".

 

Sono diverse le novità in partenza dal 1 gennaio 2022 per le stazioni sciistiche. Non si escludono proroghe e rinvii ma intanto la legge è sul tavolo. Il sempre più alto numero di sciatori sulle piste ha indotto il legislatore a introdurre, all’interno della nuova normativa sulla sicurezza nelle piste da sci, una specifica disposizione per offrire ai clienti utenti una tutela sul piano risarcitorio in caso di incidenti. Un principio che è mutuato dal codice della strada in caso di sinistri automobilistici.

 

Il ghiaccio è già stato rotto sul Presena in Trentino (Qui articolo). Le stazioni sciistiche sono pronte a dare semaforo verde alla stagione e sabato 20 novembre c'è in agenda l'apertura di Campiglio. Si attendono gli ultimi chiarimenti in materia Green pass ma in generale è forse l'inverno più atteso di sempre. Diverse le incertezze sul fronte dei mercati, esteri in particolare, con la prospettiva di un calo del 30% in termini di presenze, ma l'importante è ripartire dopo un blackout di quasi 2 anni.

 

In questo contesto si aggiungono nuove disposizioni pronte a entrare in vigore: l'obbligo di Rc per ogni sciatore; divieto di consumo di alcol e casco che diventa obbligatorio fino a 18 anni (una soglia alzata dagli attuali 14 anni).

 

Le assicurazioni propongono prodotti ad hoc, come Itas Mutua (Qui articolo), in definitiva esistono già servizi specifici che offrono una buona gamma di soluzioni personalizzabili. Questa disposizione non preoccupa le società impianti, in larghissima parte già attrezzate, senza dimenticare che se si è in possesso di una assicurazione danni contro terzi la copertura dovrebbe già essere garantita, c'è da verificare il massimale e se le clausole contrattuali non escludano esplicitamente gli sport invernali.

 

"Non ci vediamo nulla di sbagliato sull'assicurazione perché si tratta di un discorso più ampio di responsabilità civile", commenta Ghezzi (Qui articolo), mentre l'assessore Roberto Failoni aggiunge: "E' più un problema legato alla comunicazione, ma le località trentine e gli impianti sono attrezzati da anni in questo caso".

 

Capitolo casco: obbligatorio fino a 18 anni e deve essere indossato dagli sportivi che frequentano gli snowpark, chi fa allenamento o gare (anche gli allenatori in pista) e chi pratica il telemark. Obbligatorio anche sulle piste dal slittino.

 

"Nulla da dire - prosegue Ghezzi - la sicurezza è un aspetto fondamentale. Già oggi la maggior parte degli sciatori scende sulle piste con il casco e questa norma può aiutare tutti a prendere maggiore consapevolezza dell'importanza di avere condotte appropriate. A livello di organizzazione cambia veramente poco. Il sistema cercherà comunque di fare sintesi per trovare una soluzione omogenea, soprattutto dal punto di vista dell'informazione da non confondere i clienti".

 

E' il divieto di consumo di alcol il nodo più critico. "Non è stata ancora definita una soglia. Ovviamente - commenta Ghezzi - non ci sono discussioni nel merito, pienamente d'accordo sulla necessità di non avere sciatori ubriachi in pista che sono pericolosi per la propria e l'altrui incolumità. La richiesta di chiarezza è sul metodo e sull'applicazione della legge". 

 

Ancora da decidere, infatti, se il tasso previsto è 0 oppure tra le forbici 0,5 e 0,8 grammi/litro, una sorta di equiparazione al codice della strada. Sono previste multe, fino a mille euro. "In questo caso il governo deve fare chiarezza", spiega Failoni, mentre Ghezzi amplia il discorso: "Se l'intenzione è quella di evitare le bevute prima dell'ultima discesa e di salire in auto o sulle piste chiuse diventa comprensibile, anche se già ci sono disposizioni che vanno in questa direzione. Se, però, l'interpretazione diventa troppo rigida, si mettono a rischio le attività di rifugi, bar e pubblici esercizi in generale: si andreebbe a colpire un pezzo di economia e di occupazione". 

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