Contenuto sponsorizzato
| 09 giu 2022 | 16:22

''Al Muse i lavoratori sono senza orari e senza diritti. Messi in ferie a loro insaputa e per andare dal medico devono usare i riposi''

Da anni didattica, biglietteria e prenotazioni, del museo di scienze di Trento, sono affidati a personale assunto da cooperative, in appalto. Ma i loro diritti alle ferie, a un orario chiaro e comunicato con congruo anticipo, alla fruizione dei permessi, spiegano i sindacati, continuano a essere calpestati, nel rimpallo delle responsabilità tra il museo e le cooperative. Oggi il presidio di protesta

di Redazione

TRENTO. ''Dal medico ci si va solo mettendosi in ferie, i turni vengono impostati su tutta la giornata anche se part time, la reperibilità è totale e la turnistica la si viene a conoscere spesso solo il venerdì per il lunedì successivo. Per non parlare delle ferie che molto spesso vengono segnate come fruite nelle buste paga ma non sono state né richieste dai lavoratori né imposte dal datore di lavoro''. Roberta Piersanti, sindacalista della Funzione pubblica della Cgil, ha fatto il punto, oggi, su quanto sta succedendo in quello che è uno dei fiori all'occhiello del Trentino: il Muse.

 

Da anni, infatti, didattica, biglietteria e prenotazioni, del museo di scienze di Trento, sono affidati a personale assunto da cooperative, in appalto. Ma i loro diritti alle ferie, a un orario chiaro e comunicato con congruo anticipo, alla fruizione dei permessi, spiegano i sindacati, continuano a essere calpestati, nel rimpallo delle responsabilità tra il museo e le cooperative. Questa mattina si è tenuto un partecipato presidio che ha messo in luce il diffuso malessere di tanti lavoratori e lavoratrici. Attualmente le cooperative coinvolte sono Csv (subentrata alla fallita Mimosa scs); Socioculturale s.c.; Coopculture s.c.

 

''Il primo appalto - ha spiegato Piersanti - è del 2018 e, da allora, 120 professionisti si sono dimessi per l'inconciliabilità del lavoro con la vita extralavorativa. Le problematiche sono molte. Si parte dal mancato riconoscimento dell'indennità di appalto, cioè della differenza tra il contratto applicato (coop sociali) e quello di riferimento previsto dalla normativa (Federculture)''. Ed ecco la lista delle cose che non vanno: ''Tutti i contratti - ha chiarito la Cgil - quelli sottoscritti nel 2018 e anche tutti quelli successivi, continuano a non indicare alcun orario di lavoro, come impone la legge. Le “fasce di collocabilità dell’attività”, dovevano garantire la possibilità di conciliare vita privata e lavoro pur permettendo alle cooperative l’organizzazione delle attività, ma non sono applicate. Nel tempo, il malfunzionamento delle fasce è stato attribuito alla pandemia, alle modalità di prenotazione gestite dal Muse, al turn over e dunque al poco personale formato. In ogni modo a pagare sono sempre i lavoratori''.

 

I lavoratori sono tutti part time, ma i turni verrebbero imposti sull’intera giornata dunque si lavorano magari 3 ore, spezzate, e si è di fatto impegnati tutto il giorno. ''Questo - ha proseguito la Cgil Fp - porta anche una reperibilità di fatto e totale. I momenti di “buco” tra un’attività e l’altra potrebbero essere usati per il tempo libero o, magari, per una visita medica, ma niente da fare: sono frequenti le modifiche del turno già comunicato. Dal medico ci si va solo mettendosi in ferie''.

 

Poi ci sono i problemi legati alla turnistica. ''Non arriva mai con le promesse 2 settimane di anticipo - ha aggiunto Piersanti -: spesso arriva il venerdì per i primi 3 giorni della settimana e il mercoledì per i restanti 4; nella migliore delle ipotesi arriva il mercoledì della settimana precedente, salvo modifiche. Il Muse comunica di aver sistemato le modalità di prenotazione e che questa situazione non è loro ascrivibile. A prescindere da quale sia la causa, questo modus operandi è inaccettabile: né dal datore di lavoro né dall’appaltante. Con lettera del 26/5 abbiamo invitato entrambe le parti a un confronto risolutivo. Non abbiamo ricevuto risposte''.

 

Infine la questione ferie. ''Molte delle ferie segnate come fruite nelle buste paga non sono state né richieste dai lavoratori né imposte dal datore di lavoro: sono state utilizzate a posteriori per completare l’orario di lavoro, come strumento di gestione dello stesso perché (e questo è stato messo per iscritto) in previsione della conclusione dell’appalto le Cooperative non “concedono” più banca ore negativa. Ma è onere del datore di lavoro garantire la possibilità di effettuare la prestazione lavorativa ed è illegittimo integrare l'orario di lavoro impiegando le ferie ed è illegittimo anche abbattere il monte ore ferie del lavoratore (che ha un costo) con questa modalità. Con lettera del 26 maggio - conclude la sindacalista della Cgil Fp - abbiamo chiesto la restituzione di queste ferie, ma anche su questo non abbiamo ricevuto riscontro. Abbiamo anche chiesto che ai lavoratori vengano assegnate attività a copertura dell'intero monte orario settimanale precisando che l’eventuale inattività deve ritenersi una scelta del datore di lavoro, anche considerato che vi sono dipendenti che, invece, stanno accumulando flessibilità''.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 05 giugno | 11:20
Al momento la viabilità è pesantemente congestionata verso Nord: code e rallentamenti sono segnalati dal casello di San Michele all'Adige sino a [...]
altra montagna
| 05 giugno | 10:02
Per il racconto teatrale "Freney 1961. La tempesta sul Monte Bianco" di e con Marco Albino Ferrari - andato sold out a poche ore dal lancio - [...]
Cronaca
| 05 giugno | 11:22
Momenti di paura intorno alle 6.30 del mattino di oggi, venerdì 5 giugno, a Laives
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato