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| 04 giu 2022 | 13:48

Brunetta al Festival dell'Economia: ''La crisi? Non c'è, vedo un aumento del 3% di Pil nel 2022''. Sul lavoro pubblico, ''Si dice che è pagato poco, ma ha vantaggi''

Renato Brunetta, ministro per la Pubblica Amministrazione, al Festival dell'Economia in dialogo con Alberto Orioli, vicedirettore Il Sole 24 Ore: "A me piacerebbe che lavoro pubblico e lavoro privato avessero le stesse regole, le stesse condizioni, le stesse garanzie"

Brunetta al Festival dell'Economia: La crisi?

TRENTO. “Il salario minimo per legge non va bene perché è contro la nostra storia culturale di relazione industriali. Non buttiamo il bambino con l’acqua sporca e valorizziamo le nostre relazioni industriali. Il salario non può essere moderato ma deve corrispondere alla produttività ”. Queste le parole di Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione, in dialogo con Alberto Orioli, vicedirettore Il Sole 24 Ore, al Festival dell’Economia di Trento. 

 

Ed è sempre Brunetta che nel corso dell'incontro ha affermato che "La crisi economica non c'è”. Il ministro ha spiegato che un +0,1% di Pil nel primo trimestre, vuol dire un 2,6% acquisito per tutto il 2022 se non ci saranno negatività nei restanti trimestri. “La somma dei primi due trimestri rafforzano quel +2,6% che potrebbe andare verso il +3% sull'anno" ha detto il ministro della Pubblica amministrazione. 

 

In tema di lavoro, il disaccoppiamento tra domanda e offerta e le difficoltà che tantissime imprese stanno avendo per trovare manodopera Brunetta ha spiegato gli interventi portati avanti negli ultimi anni. “L’anno scorso in sei mesi ho fatto concorsi per assumere 45 mila dipendenti pubblici. Ho sbloccato, sburocratizzato e digitalizzato. Nei concorsi non c’è più la carta e penna. I concorso durano 100 giorni dal bando alla graduatoria finale una volta anni. Oggi un giovane può fare più concorsi parallelamente” ha affermato il ministro. 

 

“Durante la pandemia - ha aggiunto - sono state fatte centinaia di milioni di ore di  cassa integrazione ma nel settore pubblico sono state pari a zero. I dipendenti pubblici hanno una serie di garanzie mentre nel settore privato se uno non lavora bene dura tre giorni e poi viene mandato via. Si dice che il lavoro pubblico è pagato poco. Ed io dico che però nel pubblico ci sono una serie di vantaggi. A me piacerebbe che lavoro pubblico e lavoro privato avessero le stesse regole. Le stesse condizioni, le stesse garanzie. Questo a me piacerebbe”.

 

 

 

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