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| 18 lug 2022 | 08:45

Caldo, siccità e aumento dei costi di produzione pesano sul carrello della spesa: aumentano i prezzi di verdura (+11.7%) e frutta (+10.8%)

L’estate 2022 , spiega Coldiretti, si classifica infatti fino ad ora come la seconda più calda mai registrata in Italia con una temperatura media a giugno superiore di ben +2,88 gradi rispetto alla media su valori vicini al massimo registrato nel 2003, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr che effettua rilevazioni in Italia dal 1800

TRENTO. Non si ferma l'aumento dei prezzi. L’impennata dell’inflazione pesa sul carrello della spesa alimentare degli italiani per oltre 8 miliardi in più nel 2022. La situazione di siccità sta decimando i raccolti a fronte di un aumento dei costi che costringe le aziende agricole a lavorare in perdita.

 

E' questo il quadro che viene fatto da Coldiretti che, prendendo in considerazione gli ultimi dati Istat, registra un aumento complessivo del 9% dei prezzi dei beni alimentari e delle bevande rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

 

“La siccità con il taglio dei raccolti – sottolinea la Coldiretti – spinge l’inflazione nel carrello della spesa con aumenti che vanno dal +11,7% della verdura al +10,8% per la frutta segnata da pezzature più piccole per la mancanza di acqua e gli agricoltori costretti al diradamento dei raccolti sulle piante per salvare il salvabile”.

 

L’estate 2022 si classifica infatti fino ad ora come la seconda più calda mai registrata in Italia con una temperatura media a giugno superiore di ben +2,88 gradi rispetto alla media su valori vicini al massimo registrato nel 2003, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr che effettua rilevazioni in Italia dal 1800.

 

“A spingere i prezzi è il fatto che in Italia – spiega Coldiretti – si registrano cali del 45% per il mais e i foraggi che servono all’alimentazione degli animali, del 20% per il latte nelle stalle, del 30% per il frumento duro per la pasta di oltre 1/5 delle produzione di frumento tenero, del 30% del riso, meno 15% frutta ustionata da temperature di 40 gradi, meno 20% cozze e vongole uccise dalla mancanza di ricambio idrico nel Delta del Po, dove si allargano le zone di 'acqua morta', assalti di insetti e cavallette con decine di migliaia di ettari devastati. Siamo di fronte a un impatto devastante sulle produzioni nazionali con danni che superano i 3 miliardi di euro”.

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