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| 08 set 2022 | 09:52

Caro prezzi, Coldiretti: “E' corsa agli acquisti low cost nei discount, che fanno segnare un balzo del +9,6%”

Il presidente della Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi: “Rischiamo un crack alimentare, economico e occupazionale visto che proprio in questi mesi si concentrano le produzioni agricole tipiche del made in Italy”

TRENTO “Anche in Trentino Alto Adige come in tutta la Penisola, i consumatori vanno a caccia dei prezzi più bassi anche facendo lo slalom nel punto vendita, cambiando negozio, supermercato o discount alla ricerca di promozioni per i diversi prodotti”. Sono queste le parole della Coldiretti regionale, che riporta come con il caro prezzi gli acquisti alimentari degli italiani siano calati del 3,2%, anche se i cittadini sono comunque costretti a spendere il 3,6% in più per riempire il carrello della spesa.

 

L'analisi dell'associazione di categoria si basa sui dati Istat relativi ai primi sette mesi del 2022: “Accanto alla formula tradizionale del 3x2 e ai punti risparmio – sottolinea la Coldiretti Trentino Alto Adige – si sono moltiplicate e differenziate le proposte delle diverse catene per renderle meno confrontabili tra loro e più appetibili ai clienti: dalle vendite sottocosto, che devono seguire regole precise, ai buoni spesa”.

 

L'impatto dell'inflazione, dice l'associazione di categoria, è evidente dal fatto che in controtendenza: “Volano gli acquisti di cibo low cost con i discount alimentari che fanno segnare nei primi sette mesi un balzo del +9,6% nelle vendite in valore, il più elevato nel dettaglio”. Un risultato, sottolinea la Coldiretti: “Che evidenzia la difficoltà in cui si trovano le famiglie italiane che, spinte dai rincari, orientano le proprie spese su canali a basso prezzo, rinunciando anche alla qualità”.

 

Secondo un'indagine dell'associazione infatti, più di un italiano su due (il 51%) ha tagliato la spesa nel carrello a causa dell'aumento dei prezzi. “Ma a rischio alimentari – ribadisce la Coldiretti Trentino Alto Adige – ci sono soprattutto le oltre 2,6 milioni di persone che in Italia sono costrette a chiedere aiuto per mangiare con i pacchi dono o nelle mense carità, e rappresentano la punta dell'iceberg delle difficoltà in cui rischia di trovarsi un numero crescente di famiglie a causa dell'inflazione”.

“Bisogna intervenire subito – avverte il presidente della Coldiretti regionale Gianluca Barbacovi – sui rincari dell'energia che mettono a rischio le imprese e le famiglie in settori vitali per il Paese. Rischiamo un crack alimentare, economico e occupazionale visto che proprio in questi mesi si concentrano le produzioni agricole tipiche del made in Italy”.

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