Inflazione, Coldiretti: “Caro benzina pesa sul sistema agroalimentare, +20% prezzi della verdura”
Nel comparto, dice l'associazione, i costi della logistica arrivano ad incidere attorno ad un terzo sul totale dei prezzi al consumo per frutta e verdura, che proprio a causa dei rincari di benzina e gasolio fanno registrare rispettivamente un aumento del 13,9 e del 20%

TRENTO. Caro benzina, gli effetti dell'aumento dei prezzi del carburante si fanno sentire nel sistema agroalimentare italiano, dove i rincari per quanto riguarda la frutta e la verdura arrivano a toccare il 20%. A dirlo è la Coldiretti, nel commentare i dati Istat sull'inflazione a luglio che fanno registrare un aumento del 10,7% per i prezzi per i prodotti alimentari rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.
Nel sistema agroalimentare infatti, dice l'associazione, i costi della logistica arrivano ad incidere attorno ad un terzo sul totale dei prezzi al consumo per frutta e verdura, che come detto fanno registrare rispettivamente un aumento del 13,9 e del 20%.
“In un paese come l'Italia – dice il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi – dove l'88% delle merci per arrivare sugli scaffali viaggia su strada, l'aumento di benzina e gasolio ha un effetto valanga sui costi delle imprese e sulla spesa dei consumatori. Uno scenario preoccupante che alimenta l'inflazione e pesa sul carrello degli italiani che hanno speso quasi 4 miliardi in più per mangiare di meno”.
Si tratta inoltre di una situazione che “aggrava anche il gap competitivo dell'Italia” continua la Coldiretti: “A causa dei ritardi infrastrutturali con il costo medio chilometrico per le merci del trasporto pesante che a livello nazionale è pari a 1,12 euro al chilometro, più alto di nazioni come la Francia (1,08 euro al chilometro) e la Germania (1,04 euro al chilometro). In tale ottica l'aumento delle risorse per la logistica è strategico in un Paese come l'Italia, dove il trasporto merci su gomma è sempre più soggetto al caro carburanti”.
Il Pnrr, conclude l'associazione: “Può essere determinante insieme ai contratti di filiera fondamentali per lo sviluppo di prodotti 100% italiani, per dare opportunità di lavoro e far crescere l'agroalimentare Made in Italy in un contesto di grande instabilità internazionale e di aumento dei tassi da parte della Bce”.












