Caro energia, il Comune di Bolzano taglia sull’acqua calda, chiude le docce e abbassa il riscaldamento nelle scuole
Luminarie ridotte del 20%, stop all’acqua calda e niente docce nelle palestre e negli impianti sportivi, la ricetta del Comune di Bolzano per combattere il caro energia

BOLZANO. Con l’aumento dei costi dell’energia anche la pubblica amministrazione cerca di mettersi al riparo. Recentemente il Comune di Bolzano ha approvato un pacchetto di misure per cercare di risparmiare.
In primis il capoluogo altoatesino ha deciso di sospendere l’erogazione dell’acqua calda dai bagni degli edifici per uffici e l’abbassamento della temperatura nelle scuole elementari e medie (escluse le mense e le docce per gli operai). Inoltre la temperatura dell’acqua in tutti gli impianti natatori sarà ridotta di due gradi.
Al contempo le celebrazioni dei matrimoni e delle altre manifestazioni del sabato saranno spostate nel vecchio municipio con uno sconto di 10o euro sulle tariffe per i matrimoni. Nelle scuole materne, tra Natale e Capodanno, sarà ridotto o spento il riscaldamento concentrando le pulizie nella prima settimana di gennaio. Inoltre è prevista la riduzione della temperatura di mandata degli impianti di riscaldamento degli edifici pubblici per il fine settimana, già a partire dalle ore 13:00 del venerdì.
Non solo, perché per le attività extrascolastiche negli impianti sportivi comunali o palestre scolastiche comunali sarà vietato l’uso delle docce per il post allenamento, sia in quelli gestiti direttamente dal Comune, che esternalizzati (escluse dalla misura le partite ufficiali di campionato).
A partire dal primo gennaio 2023 le manifestazioni patrocinate dall’amministrazione comunale saranno escluse dalla fornitura gratuita di energia elettrica, mentre le luminarie natalizie sia nel centro cittadino, che nei vari quartieri saranno ridotte del 20%.
Per verificare le riduzioni dei consumi energetici e per il riscaldamento saranno creati due gruppi di addetti dell’amministrazione comunale. Infine potrebbero essere adottate delle ulteriori misure qualora quelle appena varate risultassero insufficienti, l’obiettivo è quello di risparmiare fra il 5 e il 10% dell’energia.












