Cassa Rurale alza il canone dei conti correnti, ecco perché: ''Solo l'energia a +23%: bilanciamento di costi e ricavi per non avere sofferenze in futuro sull'equilibrio bancario''
Il direttore generale della Cassa di Trento, Paolo Pojer, a Il Dolomiti sui possibili ricorsi e impugnative dei consumatori e dei clienti: "Contiamo di aver rispettato forma e regole nella massima trasparenza. La responsabilità di gestione è della singola banca e abbiamo effettuato tutti i passaggi con la capo gruppo Cassa centrale Banca"

TRENTO. "Le regole delle modifiche contrattuali unilaterali sono molto precise e la normativa è diventata, giustamente, sempre più stringente". Queste le parole di Paolo Pojer, direttore generale della Cassa di Trento, Lavis, Mezzocorona, valle di Cembra e Alta Vallagarina in relazione al ritocco sui costi dei conti correnti. "Abbiamo ottemperato in modo trasparente e puntuale nella forma, nella ratio e nelle tempistiche. Abbiamo cercato di mediare per non pesare eccessivamente sulle famiglie già colpite da questa situazione complicata. Il rincaro è di 0,64 euro al mese e non si è certi che questo aumento venga versato dal correntista: se è socio oppure ha attivato diversi servizi potrebbe ulteriormente ridurre o azzerare l'importo".
Una decisione comunque che ha portato alla reazione del Centro di ricerca e tutela dei consumatori di Trento: "Non sembra esserci il giusto motivo" (Qui articolo). Ma anche di alcuni clienti della banca di via Belenzani: ''Ma con gli utili che hanno vogliono l'elemosina dei piccoli correntisti?'' (Qui articolo).
A Il Dolomiti la Cassa di Trento cerca di spiegare le ragioni di questa decisione. "Anche la nostra banca - spiega Pojer - si trova in un contesto di forte incremento dei costi. Chiunque gestisce un'azienda deve avere una visione prospettica a medio e lungo termine. Abbiamo avviato un ragionamento di analisi con l'obiettivo di bilanciare i costi e i ricavi per non avere problemi o sofferenze in futuro sull'equilibrio bancario".
Più 8 euro all'anno sul conto corrente. Un rincaro che scatta dal 1 gennaio del prossimo anno e per tutti i canoni se un cittadino ha aperto più posizioni. "E' da 8 anni che non variamo i dettagli contrattuali", evidenzia il direttore generale di Cassa di Trento. "Il preavviso da normativa è di 2 mesi e la modifica unilaterale parte dopo 90 giorni. Le regole sono molto stringenti e ci sono molti servizi in cui non è possibile intervenire, come nel caso dei mutui".
Una modifica unilaterale delle condizioni economiche del contratto in quanto la banca "nel corso degli ultimi mesi ha registrato un incremento dei costi operativi sostenuta per la prestazione dei servizi alla clientela a causa dell'andamento dell'inflazione e dello scenario geopolitico internazionale".
Un trend che rende più costoso approvvigionarsi di beni e di servizi. "La rapida crescita dell'inflazione - si legge nella nota della Cassa di Trento - è chiaramente evidenziata dall'andamento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività, rilevato dall'Istat, che costituisce il principale riferimento per misurare l'inflazione all'interno del sistema economico italiano".
In particolare questo indice per la divisione di spesa "Abitazione, acqua, elettricità e combustibili" ha fatto registrato un incremento per il 15,5% nel primo semestre 2022 con un incremento annuo al 23,1%.
"Gli scenari - dice Pojer - sono cambiamenti molto velocemente e, soprattutto, ci sono i problemi legati all'inflazione e al caro energia. Abbiamo analizzato il primo semestre e registriamo un incremento dei costi: +20% medio delle spese amministrative; +26% nei servizi informatici, un comparto molto delicato e particolarmente strategico per garantire la massima sicurezza, e un +70% per altre spese in servizi più generici".
Da qui la necessità, evidenzia la Cassa di Trento, di dover intervenire: "Solo per l'energia e per le utenze, gli aspetti che ci hanno indotto a operare questo ritocco, l'aumento medio è del +23%. Inoltre - continua il direttore generale - ci sono determinati momenti per poter intervenire, adesso siamo dentro questo dinamica e tra un anno non si sarebbe potuto agire in questo senso. Abbiamo preferito effettuare questa modifica adesso che sulle valutazioni di dicembre per evitare di avere un differenziale di incremento maggiore e quindi dover incidere di più sui conti correnti".
I consumatori hanno evidenziato l'opportunità di impugnare questa decisione e hanno riportato come esempio una pronuncia dell'arbitro bancario di Roma che si è già espresso negativo in un caso simile. "Contiamo di aver rispettato forma e regole nella massima trasparenza. La responsabilità di gestione è della singola banca e abbiamo effettuato tutti i passaggi con la capo gruppo Cassa centrale Banca. Crediamo che il ragionamento alla base di questa scelta sia corretto", conclude Pojer.














