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| 01 mar 2022 | 21:24

Dal ''caso'' degli atleti paralimpici in Bondone al Trentino che chiude alla Russia: ''Tra Covid e guerra non ci sono accordi e non abbiamo in agenda partnership''

Nel periodo pre-Covid, la Russia ha fatto registrate 190.661 presenze, soprattutto tra val di Fassa, Garda e Madonna di Campiglio. L'amministratore delegato di Trentino Marketing: "Per ragioni sanitarie e per le tensioni geopolitiche non abbiamo contratti o accordi attivi con tour operator e agenzie viaggi, pur essendo stato un mercato in crescita fino al 2019"

TRENTO. "Non c'è nessun accordo in termini di ospitalità o servizi". A dirlo Matteo Agnolin, direttore dell'Azienda per il turismo del capoluogo. Gli atleti paralimpici della Russia sono stati per circa un mese sul Monte Bondone per preparare la spedizione di Pechino, la pattuglia ha inoltre preso parte alla Ski marathon organizzata nel week-end appena concluso, una presenza senza grande clamore e visibilità a seguito delle tensioni geopolitiche prima e poi dell'invasione dell'Ucraina. "Abbiamo visto degli sguardi imbarazzati dei nazionali, avrebbero potuto rappresentare una bella immagine di sport e si è ipotizzato di veicolare il Centro fondo come una località accessibile, ma tutto si è fermato". 

 

Negli anni scorsi il Bondone si è un po' trasformato in quartier generale per gli atleti di skiroll e di sci nordico della nazionale russa ma tutto si è naturalmente bloccato. "Anche Federazioni e Cio adottano linee molto dure. In questo caso non c'è un contratto con Apt o con Trentino Marketing - prosegue Agnolin - la presenza è stata gestita da un'altra associazione sportiva. Certo, ogni discorso in questo momento è chiuso e non ci sono margini per poter pianificare eventuali azioni".

 

Una crisi che si inerisce in un contesto particolarmente fragile. "Il periodo di Natale e Capodanno si è mosso bene. Dopo l'Epifania - commenta Franco Aldo Bertagnolli, presidente dell'Apt Trento e Monte Bondone - c'è stato un forte calo a causa, in particolare, dell'assenza dei turisti dall'estero per l'emergenza sanitaria. C'è stato invece un aumento dei flussi nelle ultime settimane in corrispondenza delle festività di carnevale e c'è un po' di rallentamento per la guerra. E' un momento complicato in cui gli operatori devono fare i conti anche con i rincari delle bollette e dei costi energetici. L'auspicio è quello che ci sia un intervento di sostegno al comparto da parte di Provincia e governo nazionale".

 

A livello generale comunque non ci sono grandi criticità legate a accordi o contratti con realtà di Mosca. "Un'area - spiega Maurizio Rossini, amministratore delegato di Trentino Marketing - che ha fortemente risentito dell'emergenza Covid: una bassa percentuale di vaccinazioni e Sputnik che non è stato riconosciuto dall'Unione europea. C'è qualche turista russo ma in forma principalmente individuale. Per ragioni sanitarie e per le tensioni geopolitiche non abbiamo stipulato nei mesi scorsi contratti o accordi con tour operator e agenzie viaggi, pur essendo stato un mercato in crescita fino al 2019. Ora i voli sono annullati e non ci sono nazionali o squadre ospitate sul territorio e non è naturalmente in previsione la chiusura di qualche partnership particolare".

 

Nel 2019, periodo pre-Covid, la Russia ha fatto registrate 190.661 presenze a fronte di 18.431.051 pernottamenti totali su base annua. Dati che si concentrano nelle aree della val di Fassa (75 mila presenze), del Garda (46 mila presenze) e di Madonna di Campiglio (40 mila presenze). I riferimenti principali sono Germania (2.703.167 presenze) e Polonia (781.238 presenze); Paesi Bassi (583.623 presenze), Repubblica Ceca (579.306 presenze), Gran Bretagna (412.639 presenze) e Austria (326.711 presenze). Il contesto resta difficile tra la coda di questa fase di Covid, la guerra Russia-Ucraina e l'instabilità geopolitica dell'area ma c'è anche da pianificare una primavera e la stagione estiva per la società provinciale di marketing.

"C'è preoccupazione e un grande senso di tristezza per quanto avviene nell'est del continente. Situazioni drammatiche e dure che non possono lasciarci indifferenti, mai avremmo pensato di vivere questi momenti, tutto viene monitorato e l'intenzione è quella di programmare delle azioni rispettose: non è facile muoversi ma c'è la volontà di partire con le campagne digitali nei bacini di prossimità, quindi Italia, Paesi di lingua tedesca e Olanda", conclude Rossini.

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