Contenuto sponsorizzato
| 29 dic 2022 | 17:19

Il 51,4% dei produttori del settore ortofrutticolo si trovano in Trentino-Alto Adige: mele della Val di Non e susine di Dro tra i "marchi" più noti

In Trentino Alto-Adige quasi il 90% dei produttori lavora nel settore ortofrutticolo al quale è dedicata quasi tutta la superficie certificata nella regione

di T.G.

TRENTO. Prosegue la crescita delle eccellenze nel settore agroalimentare di qualità del cibo. Lo certifica l’Istat che ha elaborato un rapporto per tracciare un bilancio del 2021. in quest’ultimo anno sono arrivati tre nuovi marchi: Olio di Roma di Indicazione geografica protetta (Igp) nel Lazio, la Pesca di Delia (sempre Igp) e il Pistacchio di Raffadali di Denominazione di origine protetta (Dop) le cui zone di produzione che si estendono tra diversi comuni in Provincia di Caltanissetta e Agrigento in Sicilia. Il boom però si era registrato nel 2020 quando le certificazioni furono ben 12 fra cui le Igp Südtiroler Schüttelbrot/Schüttelbrot Alto Adige e Mele del Trentino.

 

Nel 2021 gli operatori certificati nel settore agroalimentare di qualità del cibo sono stati oltre 86.000, in lieve aumento rispetto al 2020. L’Istat conferma la predominanza del settore degli Ortofrutticoli e cereali che, di fatto, rimane quello con il maggior numero di riconoscimenti: nel 2021 si attestano a 118, di cui 38 Dop e 80 Igp. Segue il settore dei Formaggi con 56 prodotti e l’Olio extravergine di Oliva con 49 prodotti. A livello territoriale l’Emilia-Romagna è la regione con il maggior numero di riconoscimenti Dop e Igp, seguita dal Veneto, dalla Sicilia e dalla Lombardia. 

Tra il 2020 e il 2021 il settore degli Ortofrutticoli e dei cereali ha segnato un’importante crescita: gli operatori, infatti, crescono del 5,6% grazie al forte dinamismo dei produttori (+5,9%), mentre la superficie investita aumenta dell’8,2%. La dimensione media delle aziende agricole è di circa 4,6 ettari per unità produttiva. In calo, invece, i trasformatori (-2,1%), che subiscono una flessione più accentuata nelle aree del Nord-est (-4,9%) e del Sud (-4,4%). Oltre la metà dei produttori del settore si colloca nel Trentino-Alto Adige (51,4%), a seguire l’11,5% della Sicilia. Tra i prodotti più tipici del Trentino-Alto Adige si ricordano la Mela dell’Alto Adige o Südtiroler Apfel, le Mele del Trentino, la Mela della Val di Non, oltre che la Susina di Dro.

 

La Toscana ha una spiccata vocazione nell’attività olivicola-olearia: l’86,2% dei produttori e il 96,5% della superficie investita coinvolta. La specializzazione olivicola-olearia è forte anche in Liguria e in Puglia (la quota di produttori del settore è, rispettivamente, del 94,3% e dell’87,4%), così come in Sicilia (59,8%), anche se in quest’ultima regione è rilevante anche la produzione ortofrutticola (38,8%). In Trentino Alto-Adige invece, quasi il 90% dei produttori lavora nel settore ortofrutticolo al quale è dedicata quasi tutta la superficie certificata nella regione.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 22 maggio | 06:00
Il protocollo è già stato criticato da psicologi e avvocati. Canestrini: "Il documento, sotto la voce 'non dovrà', vieta al dirigente di [...]
Cronaca
| 22 maggio | 06:43
Il rapporto 2025 dell'associazione Antigone parla di 124 detenuti stipati in una struttura che avrebbe una capienza regolamentare di appena 88 [...]
Cronaca
| 22 maggio | 06:44
Si temono importanti deviazioni del traffico verso la A23 di Tarvisio, le autorità non escludono rallentamenti e congestioni, specie a causa della [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato