Il Parlamento europeo ha deciso: via libera al caricabatterie unico. Ci sono voluti 10 anni per la direttiva
La normativa comprende telefoni cellulari, tablet, fotocamere digitali, cuffie, auricolari, console portatili per videogiochi, altoparlanti portatili, lettori e-book, tastiere, mouse e dispositivi per la navigazione portatile. Per rendere compatibili i computer portatili, sarà possibile fino a 40 mesi dopo l'entrata in vigore della legislazione

TRENTO. Uno standard uguale per tutti. Il Parlamento europeo e il Consiglio Ue hanno finalmente raggiunto nei giorni scorsi un accordo sul caricabatterie universale.
La regola sullo standard unico nell'Ue sui caricabatteria (Usb-C) di smartphone e dispositivi elettronici mobili "si applica a tutti e non è fatta contro nessuno" ha voluto precisare il commissario europeo al Mercato interno, Thierry Breton, rispondendo a chi gli chiedeva se l'accordo raggiunto dal Trilogo (Parlamento Ue, Commisisone e Consiglio) riguarderà anche Apple, che non usa questo standard sui suoi iPhone.
I consumatori dunque non saranno più costretti ad acquistare un caricabatteria e un cavo nuovo per ogni device. La direttiva prevede che telefoni cellulari, tablet, e-reader, auricolari, fotocamere digitali, cuffie e auricolari, console per videogiochi portatili e altoparlanti portatili ricaricabili tramite cavo cablato dovranno essere dotati di una porta USB-C, indipendentemente dal produttore.
La direttiva, punto di arrivo di un percorso lungo 10 anni, armonizza anche la velocità di ricarica per i dispositivi che supportano la ricarica rapida, consentendo agli utenti di caricare i propri dispositivi alla stessa velocità con qualsiasi caricabatterie compatibile.












