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Povertà energetica: oltre 60mila le persone in difficoltà con riscaldamento e lavatrice in Trentino Alto Adige (ed è il dato più basso in Italia)

Le stime sono state realizzate dall'ufficio studi Cgia di Mestre: sono 4 milioni le famiglie italiane a rischio povertà energetica, oltre 9 milioni di persone. “Dati allarmanti – dicono gli esperti – anche perché sicuramente sottodimensionati, poiché sono stati stimati ben prima dello shock energetico scoppiato nel nostro Paese a partire dalla seconda metà del 2021. Le famiglie più a rischio quelle con fonte di reddito principale ascrivibile ad un lavoratore autonomo”. Ecco la lista dei bonus per chi è in difficoltà

Di Filippo Schwachtje - 04 settembre 2022 - 17:17

TRENTO. Sono circa 4 milioni le famiglie italiane a rischio povertà energetica, un totale di oltre 9 milioni di persone: il Trentino Alto Adige registra però i numeri più bassi a livello italiano. Le stime sono state realizzate dall'ufficio studi Cgia di Mestre sugli ultimi dati disponibili del 2020: si tratta quindi di numeri allarmanti anche perché, dicono gli esperti, sicuramente sottodimensionati “poiché sono stati stimati ben prima dello shock energetico scoppiato nel nostro Paese a partire dalla seconda metà del 2021”. Secondo l'elaborazione degli artigiani veneti, si stimano in condizioni di povertà energetica “i nuclei familiari che non riescono ad utilizzare con regolarità l'impianto di riscaldamento d'inverno, quello di raffrescamento d'estate e, a causa delle precarie condizioni economiche, non dispongono o utilizzano saltuariamente gli elettrodomestici ad elevato consumo di energia (lavastoviglie, lavatrice, asciugatrice, aspirapolvere, micro-onde, forno elettrico eccetera)”.

In generale, nell'identikit delle famiglie 'vulnerabili' energeticamente, dicono gli esperti, spesso si trovano i nuclei con un elevato numeri di componenti che risiedono in alloggi in cattivo stato di conservazione, con il capofamiglia giovane, spesso inoccupato e/o immigrato. A livello di numeri, come detto, il Trentino Alto Adige si trova in fondo alla classifica relativa alla stima del rischio in questo contesto, con un totale compreso tra 27.804 e 46.340 famiglie in condizione di povertà energetica (a livello di individui, la 'forbice' è quindi tra 64.684 e 107.807 persone). La frequenza della povertà energetica in regione è classificata a livello 'basso', tra il 6% ed il 10% e, nella stessa fascia di rischio, sono presenti anche Toscana, Emilia Romagna, Veneto e Lombardia.

 

A livello geografico, scrivono i ricercatori della Cgia: “La situazione più critica si verifica soprattutto nel Mezzogiorno: in questa macro area la frequenza della povertà energetica è la più elevata d'Italia e interessa tra il 24 ed il 36% delle famiglie residenti in questo territorio. In termini assoluti, la Campania è la Regione maggiormente in difficoltà: il numero delle famiglie che utilizza saltuariamente luce e gas oscilla tra le 519mila e le 779mila unità. Altrettanto critica la situazione in Sicilia, dove la forchetta oscilla tra i 481mila e i 722mila nuclei familiari e in Calabria che presenta un range tra le 191mila e le 287mila famiglie in difficoltà nell'utilizzo quotidiano di energia elettrica e metano”. Il livello di criticità scende poi (arrivando ad un livello di vulnerabilità energetico medio-alto, con una forchetta che varia dal 14 al 24% delle famiglie residenti) nelle altre Regioni del Mezzogiorno e alcune del Centro: la Puglia (con un numero di nuclei compreso tra i 223 mila e gli 383 mila), la Sardegna (tra 102 mila e 174 mila), le Marche (tra 90 mila e 154 mila), l’Abruzzo (tra 77 mila e 132 mila) e l’Umbria (tra 53 mila e 91 mila)”.

 

La situazione migliora poi man mano che si risale la penisola: nella fascia a rischio medio-basso (tra il 10 ed il 14% delle famiglie coinvolte) ci sono Lazio, Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia e Valle d'Aosta, mentre, come detto, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Trentino Alto Adige sono nella fascia più bassa. A preoccupare però in questa fase sono le previsioni relative agli aumenti esponenziali delle bollette per il prossimo autunno, che potrebbero peggiorare notevolmente, spiegano gli esperti, la situazione economica di tantissime famiglie, soprattutto quelle composte da lavoratori autonomi. “Il 70% degli artigiani e dei commercianti lavora da solo – sottolinea la Cgia – non ha né dipendenti né collaboratori familiari e moltissimi artigiani, piccoli commercianti e partite Iva stanno pagando due volte lo straordinario aumento registrato in questi ultimi 6 mesi delle bollette di luce e gas. La prima come utenti domestici e la seconda come piccoli imprenditori per riscaldare (o raffrescare) e illuminare le proprie botteghe e negozi”. Nonostante le misure di mitigazione introdotte in questi ultimi mesi dal Governo Draghi, continuano i ricercatori, i costi energetici sono esplosi, raggiungendo livelli mai visti nel recente passato. “Si ricorda inoltre – precisa la Cgia – che dagli ultimi elaborati dell'Istat e riferiti al 2019, il rischio povertà delle famiglie presenti in Italia con reddito principale ascrivibile ad un lavoratore autonomo era pari al 25,1%, contro il 20% riconducibile a famiglie con fonte di reddito principale da lavoro dipendente. E con la crisi pandemica e il conseguente lockdown imposto a tantissime attività a inizio marzo del 2020, negli ultimi due anni e mezzo il differenziale tra queste due tipologie familiari potrebbe essere addirittura aumentato”.

 

Queste, riporta la Cgia, sono le misure stanziate per chi è in difficoltà, contenute nel bonus bollette 2022, un aiuto economico introdotto dal governo Draghi che consente alle famiglie (utenti domestici) e alle imprese (utenti non domestici) in difficoltà a causa del caro energia di mitigare, almeno in parte i rincari delle bollette:

-potenziamento del bonus sociale luce e gas per gli utenti domestici che vertono in condizioni svantaggiate;

-riduzione dell’IVA al 5 per cento sul gas sia per le famiglie che per le imprese;

-azzeramento degli oneri generali di sistema per le utenze a bassa tensione (fino a 16,5 KW);

-la possibilità di pagare le bollette in 10 rate, ma solo per quelle emesse dal 1° gennaio al 30 giugno 2022 (prima il termine previsto dalla Legge di Bilancio 2022 era il 30 aprile, differito dal Decreto Energia 2022).

 

Il bonus sociale, precisa la Cgia, che fa parte delle agevolazioni citate rientranti nel bonus bollette 2022, spetta ai soli utenti domestici in difficoltà:

-i nuclei con un ISEE al di sotto dei 12.000 euro (ricordiamo che per il primo trimestre la soglia ISEE era 8.265 euro, poi innalzata in via retroattiva: l’indice ISEE dei 12.000 è applicabile anche per le forniture di gennaio, febbraio e marzo 2022 e chi era in precedenza escluso ottiene una compensazione sulle bollette dei trimestri successivi);

-i nuclei numerosi con un ISEE di 20.000 euro annui e almeno 4 figli;

-i beneficiari del Reddito di cittadinanza o pensione di cittadinanza;

-gli utenti in condizioni di salute precarie che utilizzano apparecchiature elettromedicali.

 

Il decreto Aiuti Bis ha poi incluso, dal 1° gennaio 2023, tra i clienti 'vulnerabili' anche le persone con più di 75 anni, pensionati e non, e chi ha utenze nelle isole minori non interconnesse o in abitazioni di emergenza dopo una calamità.

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Edizione del 5 ottobre 2022
Telegiornale
05 ott 2022 - ore 21:56
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