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Siccità estrema, a rischio la produzione di pesce. Confagricoltura: "Criticità enormi per salvaguardare quello allevato, questo si rifletterà sulle tavole a Natale"

Aumenta il consumo di pesce durante la stagione estiva, ma quest'anno l'assenza di piogge e le alte temperature hanno messo a dura prova quello allevato in Italia. Salvador: "Non possiamo fermare la nostra attività". Coller: "Servirebbero 3 giorni di pioggia per rinfrancare le falde e dare ristoro agli allevamenti ittici. Situazione di criticità mai vista nella storia"

Di Francesca Cristoforetti - 09 August 2022 - 22:03

TRENTO. Aumenta il consumo di pesce, ma la siccità colpisce duramente la sua produzione. E' questo il quadro fornito da Confagricoltura e da Trote Astro riguardo questa stagione estiva.

 

"Non possiamo fermare, nemmeno provvisoriamente, la nostra attività, né possiamo attuare una sorta di 'Fermo Pesca', tantomeno un lockdown - sottolinea Pier Antonio Salvador, presidente dell’Api, l’associazione che riunisce i piscicoltori di Confagricoltura - il ciclo biologico, il benessere dei pesci, qualsiasi sia la loro taglia, da avannotto a pronto per il consumo rendono impossibile qualsiasi blocco dell'attività. Le criticità sono enormi per riuscire salvaguardare il pesce allevato che, con un ciclo vitale fino a 18 mesi, si rifletterà sulle tavole natalizie, creando un danno economico incalcolabile".

 

E' proprio durante l'estate che cresce il consumo di pesce, ma quest'anno la drammatica assenza di piogge e le alte temperature (situazione che perdura ormai da molti mesi), hanno messo a dura prova quello allevato in Italia. Il periodo troppo lungo di siccità estrema crea grandi disagi in gran parte della penisola, dove c’è attività di acquacoltura.

 

"L’Italia è il paese dove si mangia più pesce e solo due ogni 10 consumati - riportano Confagricoltura e Trote Astro - sono di provenienza nazionale".

 

Già a marzo scorso in Trentino si era parlato di quanto gli impianti ittiogenici fossero in sofferenza, come era stato riportato da Il Dolomiti con l'intervista a Bruno Cagol, presidente dell’associazione Pescatori dilettanti trentini, che aveva confermato la difficile situazione delle pescicolture sul territorio, sostenendo: "La disponibilità di acqua è dimezzata" (Qui l'articolo).

 

Da mesi vengono lanciati allarmi riguardo alla carenza idrica, dai fiumi più importanti ai torrenti, ma anche canali, lagune, laghetti e sorgenti dispongono di sempre minore quantità d’acqua. Molti altri invece sono quasi completamente secchi. Che molti corsi d'acqua in tutta Italia siano in affanno non è purtroppo una novità: a causa della siccità estrema dell'ondata di caldo eccezionale che ha interessato buona parte del Paese la crisi idrica dei fiumi si fa sentire in tutto il Nord Italia, dal Po (e i suoi affluenti) al Brenta, dal Tagliamento fino all'Adige con portate al di sotto della media. 

 

Stando alle parole di Diego Coller, presidente di Confagricoltura del Trentino e direttore di Trote Astro: "Servirebbero tre giorni di pioggia per rinfrancare le falde e dare ristoro agli allevamenti ittici. Si sta cercando di gestire al meglio ogni fase della produzione ma l’assenza di piogge sta determinando in questo momento e ancora di più nei prossimi mesi una situazione di criticità mai vista nella storia".

 

Senza piogge ristoratrici perciò "ci aspetta una stagione negativa - spiega Salvador - aggravata dall’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime che, da una stima effettuata, hanno fatto lievitare i costi su una scala che va dal 30%, per la troticoltura con acqua da derivazione superficiale e impianti offshore, al 40/50% per le strutture a forte consumo energetico".

 

Soltanto nel 2021 la piscicoltura ha sfiorato i 300 milioni di euro di produzione lorda vendibile per il solo pesce, superato i 35 milioni di euro per avannotti e uova embrionate, con produzioni di 55 tonnellate per il caviale (1° produttore europeo, 2° nel mondo) e 25 tonnellate per le uova di trota destinate al consumo umano.

 

"La piscicoltura italiana avrebbe tutte le carte in regola per essere tra i leader europei - conclude il presidente dell’Api di Confagricoltura - chiediamo che le istituzioni ascoltino anche la voce dell’acquacoltura, settore importate tanto quanto la pesca, soprattutto in momenti critici come quello che stiamo attraversando. Siamo un comparto efficiente e sostenibile, ma soprattutto necessario per assicurare l'approvvigionamento di prodotto ittico sicuro, di qualità e di elevato valore nutrizionale".

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