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| 13 dic 2022 | 18:51

"A Natale il 44% degli italiani rinuncerà a dolci e alcol", l'allarme di Coldiretti: "I rincari dell’energia mettono a rischio imprese e famiglie"

A causa dei rincari, aziende e famiglie sono in difficoltà: se da un lato la produzione alimentare è in calo (-4%), dall'altro si pongono gli acquirenti, costretti a tagliare sempre più gli acquisti nel proprio carrello, scegliendo in particolare di rinunciare a alcolici e dolci 

TRENTO. La produzione alimentare in Italia, a ottobre 2022, è calata del 4% rispetto a quella del 2021. Lo stabilisce un'indagine condotta da Coldiretti che lancia l'allarme: "Bisogna intervenire sui rincari dell’energia che mettono a rischio imprese e famiglie in settori vitali per il Paese", anticipa Gianluca Barbacovi, presidente Coldiretti Trentino Alto Adige. 

 

L’intera filiera agroalimentare è infatti sotto pressione, a partire dall’agricoltura, dove si registrano infatti aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi e dal +129% del gasolio fino al +500% delle bollette per pompare l’acqua per l’irrigazione dei raccolti, secondo quanto stabilito dall'associazione: "Aumenti che riguardano anche l'alimentare con il vetro che costa oltre il 50% in più rispetto allo scorso anno - precisa Barbacovi - il 15% il tetrapack, il 35% le etichette, il 45% il cartone, il 60% i barattoli di banda stagnata e la plastica, arrivata a costare il 70% in più".

 

"Una frenata preoccupante nella preparazione delle scorte per le tavole del Natale – sottolinea Coldiretti – in cui tradizionalmente si verificano i valori più elevati di consumi alimentari di tutto l’anno. Si tratta del risultato delle difficoltà in cui si trovano le famiglie italiane che, spinte dai rincari mettono meno prodotti nel carrello ma è anche il segnale dei problemi della filiera produttiva alle prese con l’esplosione dei costi dell’energia e delle materie prime - aggiunge -. L’inflazione svuota le tavole del 47% delle famiglie italiane, costrette a tagliare la quantità di cibo acquistato". 

 

Prendendo unicamente in considerazione la fascia di popolazione a basso reddito, "la percentuale di chi riduce la quantità del cibo sale addirittura al 60% - rivela Barbacovi -. Accanto a chi è stato costretto a mettere meno prodotti nel carrello per far quadrare i bilanci familiari, c’è poi un 37% di italiani che preferisce addirittura risparmiare sulla qualità. Oltre sei italiani su dieci tra coloro che tagliano gli acquisti sono convinti che questa situazione durerà almeno per tutto il 2023".

 

In vetta alla classifica dei prodotti ai quali gli italiani hanno deciso di rinunciare quest'anno vi sono gli alcolici, "ai quali sono stati costretti a dire addio, del tutto o anche solo parzialmente, il 44% degli italiani. Al secondo posto vi sono i dolci, che vengono tagliati in quantità dal 44%, mentre al terzo i salumi, ai quali ha rinunciato il 38,7% dei cittadini, seguiti da pesce (38%) e carne (37%)".

 

Una situazione di difficoltà nella quale a risultare meno colpiti sono i prodotti 'cari' alla dieta mediterranea come frutta (tagliata dal 16% dei consumatori), verdura (dal 12%) e pasta (dall’11%).

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