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| 16 lug 2023 | 20:17

A Trento si lavora di più ma si guadagna meno: il divario tra Trento e Bolzano nell'analisi della Cgia di Mestre

La Lombardia è la migliore per produttività con il Trentino Alto-Adige al secondo posto. Bolzano replica l'argento nella classifica delle retribuzioni, ma Trento rimane indietro: 31esima con 90,89 euro di retribuzione giornaliera media

di Redazione

TRENTO. Il mondo del lavoro in Italia è estremamente diverso a seconda del luogo in cui ci si trova. Fotografa bene la situazione la Cgia di Mestre col suo nuovo rapporto sul lavoro, che inquadra uno scenario in cui al Nord si registrano 2 mesi in più di lavoro, ma soltanto perché al Sud domina il lavoro nero, che ovviamente non viene registrato. Anche nelle retribuzioni sono le Regioni settentrionali ad avere la meglio, con la Lombardia in cima alle classifiche per produttività e Milano a quelle della retribuzione. Ma come si posizionano Trento e il Trentino?

 

Dal punto di vista della produttività ci sono buone notizie: come Trentino Alto-Adige ci posizioniamo al secondo posto dietro alla nostra vicina, la Lombardia. Se i lombardi conquistano il primo posto con un valore aggiunto di 43 euro per ora lavorata, il Trentino Alto-Adige segue a breve distanza, con un valore aggiunto di 42,5 euro per ora lavorata.

 

 

Le differenze però ci sono e vanno cercate nell’ambito delle retribuzioni, come si nota dallo studio della Cgia. Anche per le retribuzioni il gradino più alto del podio se lo prende la Lombardia, con Milano che registra una retribuzione media giornaliera di 124,07 euro per 251,5 giornate lavorate. Segue Bolzano, dove si lavora meno (223,6 giorni l’anno), ma si ottiene comunque la seconda retribuzione più alta in Italia, con 104,84 euro.

 

Da Trento invece non arrivano notizie troppo buone. Nonostante si lavori mediamente di più che a Bolzano (228,2 giorni contro i 223,6 del capoluogo altoatesino), la retribuzione dei trentini è nettamente minore: 90,89 euro al giorno. Convertendo in retribuzione media annuale si nota che a Trento, dove si raggiungono i 20.738 euro all’anno contro i 23.444 di Bolzano, si finisce per prendere circa 2.700 euro in meno ogni anno a fronte di 5 giorni lavorati in più.

 

 

Come scritto precedentemente, nel 2021 la retribuzione media giornaliera più elevata d’Italia è stata erogata ai lavoratori dipendenti del settore privato occupati nella provincia di Milano (124 euro). Seguono quelli di Bolzano (104,8 euro), Parma (103,8 euro), Bologna (103,4 euro), Modena (102 euro), Roma (101,3 euro), Reggio Emilia (100,6 euro), Genova (99,8 euro), Trieste (99,4 euro) e Torino (98,5 euro). Gli stipendi giornalieri più bassi, invece, sono stati pagati a Trapani (67,1 euro), Cosenza (66,8 euro), Vibo Valentia (66,7 euro) e, infine, a Ragusa (66,5 euro).

 

Invece, gli operai e gli impiegati con il maggior numero medio di giornate lavorate durante il 2021 sono stati quelli occupati a Lecco (259,5 giorni). Seguono i dipendenti privati di Vicenza (258,2), Treviso (256,9), Lodi (256,7), Pordenone (256 giorni), Bergamo (255,6 giorni), Padova (255,4), Cremona (254,8 giorni), Reggio Emilia (254,1 giorni) e Modena (252,2 giorni).

 

Sempre dal confronto della retribuzione media giornaliera relativa al 2021, i dirigenti italiani percepiscono un emolumento del 577 per cento superiore a quello conferito agli operai. Se ai primi viene erogato una paga lorda di 500 euro a fronte di 291 giorni di lavoro all’anno, ai secondi la stessa sfiora i 74 euro per un totale di giorni lavorati pari a 219. La paga degli impiegati, invece, è di 97,5 euro, mentre i quadri percepiscono 219 euro al giorno.

 

Sempre nel 2021 i settori dove le retribuzioni giornaliere sono state più elevate hanno interessato gli occupati del settore creditizio-finanziario-assicurativo (170 euro lordi), dell’estrattivo (163,5 euro), del comparto energia elettrica-gas, etc. (161,3 euro), dell’informazione-comunicazione (126,4 euro) e nel manifatturiero (107,2 euro). I lavoratori meno pagati, invece, sono alle dipendenze degli imprenditori del settore noleggio-agenzie di viaggio e servizi alle imprese (68,2 euro) e, infine, gli addetti al settore ricettivo e alla ristorazione (56 euro).

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