Bonus edilizi, i sindacati contro Fugatti: ''E' immobile, usi le leve dell’autogoverno o farà perdere al Trentino l'ennesima opportunità di crescita''
I sindacati chiedono una "Strategia trentina all’efficientamento energetico” e spiegano: "Nessuno dice che nel bonus 110% non ci fossero storture e iniquità. Ma quello strumento andava corretto, non affossato come hanno fatto Fratelli d’Italia e Lega nel giro di quattro mesi"

TRENTO. “L'esecutivo nazionale è irresponsabile. Fugatti usi finalmente le leve dell’autogoverno”. Questo il messaggio che arriva dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti per quanto riguarda i bonus edilizi e la decisione delle scorse ore di bloccare la cessione dei crediti.
“La fine dello sconto in fattura o il suo restringimento dimostrano che lo Stato è ondivago e irresponsabile perché, per recuperare risorse pubbliche che magari serviranno a finanziare pazzie come la flat tax, affossa un’idea di sviluppo fondata sul risparmio energetico e lo sviluppo sostenibile del Paese. Nessuno dice che nel bonus 110% non ci fossero storture e iniquità. Ma quello strumento andava corretto, non affossato come hanno fatto Fratelli d’Italia e Lega nel giro di quattro mesi” spiegano i sindacati.
Di fronte alle scelte del Governo, per Cgil, Cisl e Uil la risposta in Trentino “dovrebbe essere l’Autonomia grazie alla quale è possibile realizzare una strategia trentina alla transizione ecologica e in particolare all’efficientamento energetico degli edifici che provocano ad oggi un terzo delle emissioni climalteranti e che nell’incertezza dei costi di gas ed elettricità impongono a proprietari ed inquilini costi per bollette che restano ancora oggi doppi rispetto all’inizio del 2021”.
Ma per i sindacati la Giunta Fugatti ha letteralmente abdicato ad avere strumenti agevolativi strutturali e sostenibili a sostegno della transizione energetica delle abitazioni. L’Alto Adige ha una sua strategia e specifiche forme di incentivo da quasi dieci anni. In Trentino nulla se non il finanziamento delle consulenze energetiche per i condomini.
“Per sostenere le imprese del settore edile, per dare un futuro certo agli addetti del comparto che grazie al bonus 110 sono passati da 10 a quasi 14mila lavoratori e per aiutare le famiglie che tra poco dovranno anche fare i conti con i vincoli europei riguardo efficientamento energetico delle abitazioni – affermato Grosselli, Bezzi e Alotti - è indispensabile che la Giunta provinciale utilizzi appieno le potestà dell’Autonomia per definire una politica locale per la transizione energetica”.
Le possibilità per finanziarla ci sono. “In primo luogo - continuano i segretari - bisognerebbe puntare con più decisione sulle risorse del Pnrr destinate alla missione 2 e 3 (transizione ecologica e mobilità sostenibile). Poi come abbiamo già proposto si potrebbe eliminare l’aliquota agevolata Irap al 2,68% per sostenere la svolta green delle imprese locali grazie ad un fondo che potrebbe essere alimentato con circa 50-60 milioni di euro l’anno. Infine, considerato che le detrazioni fiscali, anche quelle al 110%, rappresentano per il Trentino un immediato mancato gettito per le casse di piazza Dante, si potrebbe rispolverare il vecchio meccanismo di anticipare il valore delle agevolazioni fiscali alle famiglie che decidono di investire sull’efficientamento energetico della propria casa rinunciando alle detrazioni statali, magari innovando le modalità e coinvolgendo anche il sistema finanziario privato. Insomma le possibilità che l’Autonomia offre sono molte, ma l’immobilismo della Giunta, che per l’ennesima volta è in grave ritardo, rischia ancora una volta di far perdere al Trentino una grande opportunità di crescita”.












