Carenza di giovani lavoratori, è allarme tra gli imprenditori. CNA: "Rischiamo un corto circuito"
Con una situazione già critica e un divario tra domanda e offerta di lavoro che sembra poter solo aumentare gli imprenditori corrono ai ripari. CNA: "Bisogna agire in fretta sia per preparare le aziende a interfacciarsi con le esigenze dei nuovi lavoratori sia intervenendo sul problema casa"

TRENTO. Allarme tra gli imprenditori, si fatica a trovare nuovi lavoratori. Secondo un’indagine della CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato, ndr), il 44 per cento degli imprenditori dichiara impatti “molto gravi” sulla propria attività a causa delle difficoltà nel reclutamento dei dipendenti.
Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro non è un problema nuovo per gli imprenditori, ma la preoccupazione sale a fronte di una situazione nella quale, pur di fronte a un aumento netto degli occupati, la domanda di lavoratori delle imprese non trova un’adeguata soddisfazione.
Non arrivano notizie rassicuranti nemmeno dalle previsioni, secondo le quali nei prossimi anni in Italia ci sarà bisogno di 3,8 milioni di occupati in più, di cui 30 mila solo in provincia. “Le cause di questo fenomeno sono molteplici e di carattere mondiale – commenta il presidente di CNA Trentino Alto Adige Claudio Corrarati -. Si parte dalla denatalità, con l’Italia che ha il tasso più basso d’Europa di nuovi nati, passando alla fuga all’estero, più di 300 mila giovani tra i 25 e i 34 anni di età, per arrivare all’aumento delle dimissioni volontarie e al fenomeno neet, con 3 milioni di giovani tra i 15 e i 24 anni che non studiano e non lavorano. A livello locale a questi fenomeni si aggiunge però anche il problema casa, con studenti costretti a cambiare sede universitaria per mancanza di alloggi e costi degli affitti troppo alti. Se non si interviene immediatamente rischiamo un corto circuito che potrebbe costare caro all’economia del nostro territorio”, rimarca Corrarati.
Se a livello nazionale la CNA punta ad una serie di iniziative come la partecipazione attiva alla programmazione della politica di istruzione e formazione e al miglioramento dell’incrocio tra domanda e offerta attraverso una piattaforma di raccolta dati nazionale, a livello locale bisogna agire in fretta sia per preparare le aziende a interfacciarsi con le esigenze dei nuovi lavoratori attraverso una specifica formazione sia, e soprattutto, intervenendo sul problema casa.
“Bene i progetti per la creazione di nuovi studentati - conclude Corrarati - ma per soluzioni a breve termine servono incentivi per chi affitta agli studenti a prezzi calmierati”.












