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Trento
27 ottobre | 11:50

Crolla la fiducia dei trentini verso l'economia locale: il 50% ha attese di peggioramento e il 47% denuncia un regresso delle condizioni della propria famiglia

L'indagine condotta a settembre dalla Camera di Commercio di Trento fa registrare quasi esclusivamente dati in peggioramento: sono sempre meno i consumatori che intendono effettuare acquisti di beni durevoli. Stabili, invece, le percentuali per quanto concerne gli acquisti di maggior valore, legati ad abitazioni e automezzi

 

 

TRENTO. La fiducia dei consumatori trentini? In evidente calo. L'indagine condotta a settembre dall'ufficio studi e ricerche della camera di commercio di Trento evidenzia in maniera inequivocabile il sensibile calo di ottimismo delle aspettative delle famiglie trentine rispetto all'andamento dell'economia locale e i giudizi, negativi, determinano un significativo peggioramento del clima di fiducia, che passa dal -9,2 al -17,4.

 

Il valore è in linea con la media nazionale (-16,8), ma peggiore rispetto a quello registrato nel Nord Est (-15,3) e leggermente migliore a quello europeo (-18.6). I consumatori trentini che esprimono opinioni negative sull’andamento dell’economia negli ultimi dodici mesi raggiungono il 66,8% degli intervistati e sono in netto aumento rispetto al 44,4% registrato nel maggio scorso. La percentuale di chi riscontra un’evoluzione positiva (lieve o netta) subisce quasi un dimezzamento e passa dal 13,1% al più recente 6,3%. Solo il 26,6% dei consumatori trentini esprime un giudizio di stazionarietà con un calo di oltre 15 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione.

 

In prospettiva il 50% degli intervistati ha attese di peggioramento, confermate dai cali di chi è ottimista (9.6%) e da coloro i quali credono in una stabilità della situazione economica a livello provinciale (36,1%). Riguardo la situazione economica della propria famiglia il 46,1% degli interpellati la giudica sostanzialmente stabile, un valore che fa registrare un crollo di oltre 17 punti rispetto ai valori di maggio (63.3%). Contemporaneamente, si assiste a un aumento della quota di chi riscontra un peggioramento (lieve o netto), che raggiunge il 47,0% (dal 32,1%). Risulta invece stabile la percentuale di chi esprime un giudizio positivo (3,1% dal 3,9% di maggio).

 

Analogo andamento anche per le opinioni in prospettiva che registrano una contrazione del giudizio di stazionarietà (dal 73,3% di maggio al 58,0% di settembre), un aumento delle previsioni pessimistiche (dal 18,8% al 31,9%) e un lieve calo per quelle positive
(dal 5,3% al 2,9%).

 

Le attese in merito all’andamento della disoccupazione nel corso del prossimo anno appaiono nel complesso più negative rispetto a quanto emerso nella precedente rilevazione. I giudizi di stazionarietà risultano in contrazione e si assestano al 48,7% (dal 63,9% di maggio), la quota di chi immagina un aumento del numero dei disoccupati cresce di quasi 20 punti percentuali (32,3%), mentre quella di chi ne prevede un calo scende dal 16,7% al 10,4%.

 

Con riferimento alle intenzioni di acquisto di beni durevoli (elettrodomestici, prodotti elettronici e mobili), si registra una contrazione significativa dei giudizi di stazionarietà, che passano dal 59,3% del mese di maggio al 44,4% di settembre. Cresce sia la quota di consumatori propensi a spendere di meno (dal 24,6 al 30,2%) sia la quota di coloro intenzionati a spendere di più (dal 13,1 al 18,2%).

Con riferimento alle spese di maggior valore (autovettura, abitazione, manutenzione e miglioramento abitazione), gli orientamenti dei consumatori rimangono per lo più stabili rispetto a maggio.

 

“L’andamento del clima di fiducia dei consumatori trentini, registrato a fine settembre – commenta Giovanni Bort, presidente della Camera di Commercio di Trento – non ci ha certo colti di sorpresa. Nonostante l’inflazione continui a diminuire (5,4%), crescono i prezzi dei beni energetici non regolamentati e dei servizi di trasporto, così come quelli del "carrello della spesa" (+8,3%). Inoltre, la Banca centrale europea prosegue la sua politica restrittiva che, se da un lato punta al contenimento dell’inflazione, dall’altro limita sensibilmente i consumi, scoraggia l’acquisto di immobili e l’accesso ai finanziamenti. Se ciò non bastasse, il quadro geopolitico non risparmia preoccupazioni, sia umanitarie che economiche, e il perdurare del conflitto tra Russia e Ucraina si somma al cruento e drammatico scoppio delle ostilità in Medioriente”.

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