Contenuto sponsorizzato
| 12 mag 2023 | 07:17

Dieci funzionari dell'Azienda sanitaria nei guai: nel mirino della finanza gli affidamenti fatti sempre agli stessi fornitori. Si contesta un danno erariale di 220 mila euro

Ad insospettire le Fiamme Gialle altoatesine è stato l’elevatissimo numero di affidamenti, oltre 64.000 nell’arco del triennio, eseguiti con cadenza mensile nei confronti di un limitatissimo numero di aziende del settore, per importi che erano volutamente tenuti “sotto soglia”, in alcune circostanze per poche decine di euro

BOLZANO.  Per ben tre anni, dal 2017 al 2019, due dirigenti e otto funzionari dell’Azienda sanitaria altoatesina hanno acquistato materiale di consumo in ambito sanitario (suturatrici, clip e applicatori), rivolgendosi sempre agli stessi fornitori ed avvantaggiando determinate aziende, a discapito degli altri operatori di mercato, provocando un danno all’Azienda Sanitaria, determinato dall’assenza del confronto concorrenziale garantito dalle procedure ad evidenza pubblica disciplinate dal Codice dei Contratti Pubblici.

 

In assenza di competitor, i fornitori prescelti hanno, infatti, avuto la possibilità di fissare il prezzo di acquisto in modo del tutto autonomo, poiché al riparo dal rischio di vedersi rifiutata la proposta di vendita, a fronte di offerte economicamente più vantaggiose per la parte pubblica.

 

Per far ciò, i pubblici funzionari oggi chiamati a rispondere delle loro condotte davanti alla Magistratura contabile, hanno frazionato in modo artificioso gli ordinativi di merce, così da tenere le commesse sotto la soglia fissata dalle norme, pari a 40 mila euro, al di sopra della quale scatta l’obbligo di indire una procedura di gara aperta, che, nel rispetto della massima trasparenza e pubblicità, permette a tutti gli operatori interessati di presentare un’offerta e, conseguentemente, alla Pubblica amministrazione di individuare la migliore in termini tecnici ed economici.

 

Ad insospettire le Fiamme Gialle altoatesine è stato l’elevatissimo numero di affidamenti, oltre 64.000 nell’arco del triennio, eseguiti con cadenza mensile nei confronti di un limitatissimo numero di aziende del settore, per importi che erano volutamente tenuti “sotto soglia”, in alcune circostanze per poche decine di euro.

 

Emblematico il caso di una società fornitrice che, nel 2018, è stata affidataria diretta di ben 22 commesse, circa 2 al mese, dunque, ciascuna per l’importo di 39.900 euro.

 

Le attività istruttorie eseguite dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bolzano sotto la direzione della Procura Regionale della Corte dei Conti hanno consentito di quantificare il danno subito dall’Azienda Sanitaria, pari ad oltre 220 mila euro ed individuare i funzionari pubblici responsabili, nei cui confronti la stessa Autorità Giudiziaria contabile ha emesso invito a dedurre ed intimazione al pagamento, la cui notifica è stata curata dalle Fiamme Gialle.

 

Sull'operazione è intervenuto l'Azienda sanitaria di Bolzano che ha tenuto a precisare che i funzionari e i dirigenti coinvolti nell'indagine "hanno sempre agito scrupolosamente e con coscienza, al fine di garantire le forniture ospedaliere, per evitare qualsiasi forma di pregiudizio dell'attività chirurgica, se non addirittura un blocco della medesima".

 

Gli affidamenti diretti contestati e condotti negli anni 2017-2019, viene spiegato in una nota, "hanno precipuamente assolto alla suddetta necessità, e nonostante le notevoli difficoltà riscontrate, in particolare per quanto riguarda la dotazione di personale qualificato e la definizione delle caratteristiche tecniche dei prodotti da acquistare, mai nel periodo considerato il suddetto materiale è venuto a mancare o si sono create inefficienze tali da pregiudicare la salute dei pazienti".

 

Solo successivamente (2019) l'Azienda è riuscita a pubblicare una complessa gara europea per la fornitura di tali dispositivi per il periodo 2020-2024, mentre in precedenza si è dovuto purtroppo ricorrere agli affidamenti e a delle procedure negoziate, per evitare il rischio di compromettere l'attività delle sale operatorie. Tale prassi risulta attualmente contestata dalla Corte dei Conti.

 

"La Direzione aziendale e i Dirigenti del settore esprimono la massima solidarietà nei confronti dei collaboratori coinvolti e confidano che la situazione giuridica venga chiarita al più presto possibile nelle sedi opportune" conclude la nota.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 26 maggio | 19:37
La ragazza era stata trovata esanime in cella. Ricoverata in condizioni gravissime, la 21enne è morta all'ospedale
altra montagna
| 26 maggio | 18:00
Un tema, quello dei morsi da serpente velenoso, sempre attuale: soprattutto in questo periodo. Per prevenirlo bastano poche semplici regole, ma il [...]
Cronaca
| 26 maggio | 20:29
Il 63enne non si era presentato al punto di incontro e l'amica ha lanciato l'allarme. Le vaste operazioni di ricerca si sono concluse tragicamente, [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato