Famiglie cooperative, costi insostenibili. Gli utili crollano da 8,9 milioni a 1,6 in soli tre anni
Il convegno delle Famiglie cooperative tenutosi sabato 20 maggio evidenzia una situazione di difficoltà dettata dall'aumento dei costi di energia e materie prime negli ultimi anni

TRENTO. Ieri, sabato 20 maggio, la Cantina Sociale di Trento ha ospitato il convegno delle Famiglie cooperative. Una realtà importantissima per il Trentino, che conta una rete di 362 punti vendita in 154 Comuni trentini (su 156). Due terzi di questi (231) sono l’unico esercizio del paese, 161 hanno funzione di multiservizi e 85 sono considerati di interesse economico generale.
Questa è la realtà del settore, una galassia di negozi distribuiti equamente in ogni valle del Trentino, spesso molto piccoli, la metà è sotto i 150 metri quadri di superficie, ma estremamente importanti per la comunità. Infatti, nonostante i valori economici non siano sempre dalla loro parte, le “Famiglie” continuano a scommettere su questo modello.
“Siamo un sistema a rete importante per il Trentino – ha affermato il presidente della Cooperazione Trentina Roberto Simoni – e dobbiamo impegnarci tutti a preservarlo anche in futuro. Soprattutto i piccoli negozi sono fondamentali per mantenere la vita in montagna, troviamo il modo di coinvolgere i soci, le pubbliche amministrazioni e gli attori cooperativi come le Casse Rurali per valorizzare il loro ruolo e garantirne la sostenibilità economica”.
Gli ultimi anni, però, non sono stati semplici per le Cooperative, che hanno visto i propri margini di guadagno drasticamente erosi dai costi di materie prime ed energia.
Racconta la vicepresidente Paola Dal Sasso: “I maggiori costi energetici e delle materie prime hanno messo a dura prova la sostenibilità economica sul 2022, a cui si aggiunge l’incremento importante dei tassi di interesse e il rinnovo del Contratto collettivo nazionale del lavoro”.
“Per stare vicino ai nostri clienti abbiamo cercato di non far pesare completamente i maggiori costi e il carico dell’inflazione sul prezzo finale, e questo si è fatto sentire soprattutto sui bilanci delle cooperative in zone più concorrenziali. La ripresa del turismo invece ha portato vantaggi ai negozi che si trovano in aree frequentate dagli ospiti”, aggiunge.
L’utile aggregato delle famiglie negli ultimi tre anni è così passato dagli 8,9 milioni del 2020 ai 3 del 2021 agli 1,6 del 2022. Prese singolarmente, le cooperative nel 2020 erano tutte in utile, nel 2021 lo erano in 49, calate a 26 nel 2022. Crescono le cooperative in perdita: 0 nell’esercizio 2020, 11 l’anno successivo, 32 nel 2022.
Fortunatamente sono cresciuti i dipendenti, 25 nuove assunzioni lo scorso anno (più 41 donne e meno 16 uomini) che portano l’organico complessivo a 1894 collaboratrici e collaboratori, otto su dieci con contratto a tempo indeterminato. Bene anche l’andamento dei soci, che hanno superato i 124mila, 104 in più nell’ultimo anno.












