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Trento
06 novembre | 18:24

In Trentino 200 negozi alimentari in meno negli ultimi 10 anni: "Bisogna intervenire sulla tassazione e sostenere le imprese rispetto alle multinazionali"

Un calo del 10% dei punti vendita negli ultimi dieci anni. Fida Trentino: "Proporremo alla nuova Giunta provinciale di lavorare a un contributo di compensazione ambientale per quelle imprese internazionali che esasperano la concorrenza senza lasciare nulla sul territorio"

TRENTO. Un calo del 10% dei punti vendita. E nell'ultimo decennio sono circa 200 su 10.000 i negozi alimentari che hanno chiuso le serrande in Trentino. "Assistiamo a dinamiche diverse per i centri cittadini principali e per le valli", spiega Nicola Ribaga, presidente di Fida. "A livello complessivo, sono diminuiti i negozi ma è aumentata la superficie media di vendita". 

 

A fare il punto sull’andamento del settore è la Fida del Trentino, associazione di categoria aderente a Confcommercio, che ha presentato alcune statistiche del comparto con i negozi alimentari che molto spesso, soprattutto nei paesi delle valli trentine, costituiscono un punto di riferimento per la comunità.

 

"I negozi al dettaglio alimentare - prosegue Ribaga - sono anche le vetrine dei prodotti tipici locali, delle eccellenze enogastronomiche della nostra provincia: abbiamo voluto sancire con questo incontro la vicinanza della nostra categoria ai produttori locali e all’eccellenza nella ricerca agroalimentare. In dieci anni abbiamo perso circa 200 esercizi commerciali di dettaglio alimentare. Da una rete capillare siamo orientati verso una concentrazione di superfici nei cinque comuni più popolosi della provincia. Questo andamento non riguarda soltanto l’economia ma più in generale la società: abbiamo toccato con mano durante la pandemia che cosa significa avere i negozi chiusi, o a ranghi ridotti. Noi abbiamo avuto la fortuna di aver potuto sempre lavorare, durante i lockdown, ma abbiamo dato dimostrazione di organizzazione, serietà e tempestività. La pandemia ha accelerato una serie di evoluzioni già presenti nel settore".

 

Un ruolo di questi esercizi che è economico ma che è anche un presidio su un territorio orograficamente complesso e che vive la polarizzazione della stagionalità turistica. "C’è bisogno di restituire potere d’acquisto alle famiglie - commenta Massimo Piffer, presidente dell'associazione commercianti al dettaglio del Trentino - intervenendo sulla tassazione del lavoro e, nello stesso tempo, sostenere le imprese garantendo equità e parità di trattamento, dai grandi colossi multinazionali ai piccoli negozi di paese. Abbiamo imparato che l’e-commerce, e la tecnologia in generale, sono un problema ma possono anche diventare un’opportunità per gli operatori del commercio. Non si può scaricare sul territorio il peso di un meccanismo di distribuzione dominato dalle grandi aziende multinazionali. Proporremo alla nuova Giunta provinciale di lavorare a un contributo di compensazione ambientale per quelle imprese internazionali che esasperano la concorrenza - e lo stress sulla rete di distribuzione - senza lasciare nulla sul territorio". 

 

Sono diverse le sfide che deve affrontare il settore. "L’impressione  è quella di essere in presenza di un mercato piuttosto saturo, dove si cerca di ricorrere alle economie di scala; su questo fronte non possiamo essere competitivi con la grande distribuzione organizzata. Per questo chiediamo che la politica riconosca il valore economico e sociale delle piccole attività e riduca i costi che gravitano sulle nostre imprese, per renderle più competitive. Di fatto i piccoli negozi di valle sono veri e propri presidi di comunità, multiservizi che tengono viva una comunità e un territorio. Chiediamo la riproposizione del credito d’imposta e l’azzeramento degli oneri di sistema per i prodotti energetici che, seppur meno dell’anno scorso, pesano ancora molto sui bilanci. Da parte nostra siamo impegnati su più fronti per offrire agli associati strumenti e opportunità di crescita. Uno di questi è senz’altro quella della formazione, come l’incontro di questa sera, dedicato al neuromarketing per il negozio alimentare. Formazione e conoscenza sono strumenti essenziali anche per le nostre imprese", conclude Ribaga.

 

E' previsto un incontro con la Fondazione Mach di San Michele all’Adige e un seminario sulle più recenti innovazioni legate al neuromarketing: presenti il presidente Ribaga la presidente nazionale Fida Donatella Prampolini e Roberto Pone dell’Ufficio marketing di Confcommercio - Imprese per l’Italia.

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