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Trento
01 settembre | 16:07

Incendio alla Vetri Speciali, i lavoratori stanno tutti bene. L'azienda ha richiesta la Cassa integrazione per 183 dipendenti. Il punto tra sindacati e dirigenza aziendale

Il devastante incendio è avvenuto mercoledì scorso. Pesanti le ripercussioni sull'attività produttiva e ancora incertezza sulla piena operatività. Un vertice tra sindacati e dirigenza di Vetri Speciali per delineare le iniziative a salvaguardia dei dipendenti

TRENTO. La Vetri Speciali ha richiesto l'attivazione della Cassa integrazione di 13 settimane per 183 dipendenti. E fortunatamente nessun operaio ha riportato gravi conseguenze nel tremendo incendio divampato allo stabilimento di Gardolo. E' invece ancora alta l'incertezza sulle tempistiche di ritorno alla funzionalità degli impianti. Questo quanto emerge dal vertice tra la dirigenza dell'impresa e i sindacati.

 

Un foro di 60 centimetri nella suola del forno all'altezza dell’elettrodo che ha prodotto alla fuoriuscita di circa 200 tonnellate di vetro fuso alla temperatura di 1.600 gradi. Questa la ricostruzione di quanto avvenuto allo stabilimento della Vetri Speciali. Sono stati momenti di grande tensione e paura nella serata di mercoledì 30 agosto (Qui articolo).

 

Nelle scorse ore i sindacati con Alan Tancredi e Giuseppe Di Chiara per Uiltec, Mario Cerutti per Filctem, Alessandra Paoli e Luciano Remorini per la Femca si sono incontrati con la direzione di Vetri Speciali, Giorgio Zaia e Massimo Uber, e Kevin Marchione per Confindustria. Un punto della situazione per delineare le prossime mosse e capire quando l'azienda potrà rientrare a piena funzionalità.

 

"La direzione aziendale ci ha comunicato che non ci sono stati infortunati e che nessuno si è fatto male", commentano i sindacati. "Inoltre i lavoratori in turno hanno correttamente applicato le procedure di emergenza. A oggi non si conoscono ancora le cause dell’ incidente e servirà del tempo per capire quali saranno i necessari interventi di riparazione, manutenzione e ripristino per tornare alla normalità".

 

L’azienda ha comunicato di aver aperto la richiesta di Cassa integrazione guadagni ordinaria per 13 settimane per 183 dipendenti con sospensione parziale dell’attività. "L'intento - aggiungono i sindacati - è di salvaguardare la retribuzione e sarà garantito il servizio di riscelta da lunedì 4 settembre con turnazione lunedì-venerdì 06-14, 14-22 e nel corso della settimana verranno adibiti lavoratori e lavoratrici che normalmente hanno mansioni diverse".

 

In occasione dell’incontro l’azienda ha comunicato che durante il periodo necessario al riavvio degli impianti parte del personale sarà comunque impiegato in stabilimento. "Nello specifico su un totale di circa 180 addetti, un 20% non ha mai interrotto la sua attività occupandosi del mantenimento della situazione impiantistica in essere, un 20% dovrebbe riprendere, a partire da martedì 5 settembre, la propria attività all’unità di riscelta dei contenitori in vetro e infine che è in corso di valutazione la possibilità di incrementare il personale impiegato occupando un ulteriore 35% in attività legate a seconde lavorazioni dei contenitori in vetro".

 

Una situazione comunque complessa che viene seguita passo per passo. "Si valuteranno richieste volontarie di messa in Cigo e si valuterà un piano di smaltimento ferie avendo preminenza a smaltire in una prima fase quelle del 2022", dicono Tancredi, Di Chiara, Cerutti, Paoli e Remorini. "Abbiamo chiesto che quelle del 2023 vengano smaltite su richiesta volontaria. Abbiamo chiesto la salvaguardia delle ferie programmate. L’ azienda ha garantito la maturazione integrale dei ratei di 13esima, ferie, rol e per quanto riguarda il Premio di produzione si è resa disponibile a trovare una modalità di sterilizzazione del fermo produttivo".

 

Le parti sociali attendono dettagli ulteriori non appena ci sarà maggiore chiarezza sulle cause che hanno portato all'incendio e sui tempi delle riparazioni, ma anche su eventuali ulteriori azioni per salvaguardare i dipendenti. "Abbiamo chiesto un integrazione al reddito per i lavoratori che andranno in Cigo o tramite percentuale o tramite una quota giornaliera da destinare nel welfare come hanno fatto altre realtà industriali. L’ azienda si è riservata di affrontare la questione quando la situazione sarà più chiara. Sarà nostra cura adoperarci per raggiungere il miglio risultato per la tutela delle retribuzione che per un mese di Cigo prevede la somma massima di 1.321 euro al lordo della contribuzione e dell’ Irpef. Mediamente l’ azienda ha previsto una media di circa una settimana di Cigo pro capite ma ci sarà più precisione la settimana prossima. Per quanto riguarda il trasferimento del forno di Cirè, il programma rimane invariato".

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