La Coop Coccinella cresce e amplia i servizi alla fascia 0-18 anni: "Aumento del 15% dell'occupazione". Promosso l'ambiente di lavoro, un po' meno la retribuzione
Il direttore Garibaldi: “Negli ultimi 5 anni, nonostante le crisi pandemica ed economia, la crescita della cooperativa è stata costante da tutti punti di vista: il valore della produzione che ha superato i 9 milioni di euro; la tipologia dei servizi e loro diffusione sul territorio, con un aumento del 15% dei posti di lavoro creati"

TRENTO. La cooperativa Coccinella allarga il proprio raggio d'azione. Non solo nidi ma si guarda anche ai servizi della fascia 0-18 anni. Inoltre spazio alla formazione per educatori e docenti in Trentino e in molte altre parti d'Italia.
I dipendenti (anzi, le dipendenti, per sono in grandissima parte donne), si sono ritrovati in un incontro al Palarotari dopo quattro anni di assenza causa emergenza Covid. Occasione per rendere noti alcuni dati significativi sull’attività Silvana Buono, responsabile dell’area pedagogica educativa della cooperativa, insieme al gruppo di coordinamento, ha presento gli ambiti in cui è impegnata la cooperativa cresciuti notevolmente nell’ultimo decennio.
"Abbiamo – commenta Buono - sostanzialmente e fattivamente abbracciato la dimensione dei servizi 0 – 18 muovendo da una visione dell’educazione come processo che accompagna le persone a orientarsi nel mondo che abitano e a co-costruire la propria identità in contesti e ambienti che ne favoriscono lo sviluppo e la crescita attraverso la relazione".
La crescita per tipologia e diffusione sul territorio dei servizi si accompagna con un aumento del valore della produzione che ha abbondantemente superato i 9 milioni di euro, con una redistribuzione della ricchezza prodotta soprattutto sul personale (più del 90%), come testimonia una voce su tutte: l’investimento in formazione pari a 1,7% del fatturato con più di 8 mila ore dedicate.
Sono prevalentemente donne, con un’età media di 36 anni; una persona su tre lavora nell’organizzazione da più di 10 anni. Questa la fotografia del personale della cooperativa la Coccinella, più di 300 persone, che sabato scorso si sono incontrate al Pala Rotari di Mezzocorona.
Educatrici ed educatori, pedagogiste e pedagogisti, atelieriste, personale di cucina e ausiliario, che da un’indagine realizzata nei mesi scorsi, risultano molto soddisfatti del proprio lavoro, tanto che il 45% di coloro che hanno risposto al questionario ha dichiarato di aver ricevuto offerte per posizioni lavorative migliorative rispetto a quella attuale, ma ha deciso di rimanere in cooperativa.
Se i giudizi sono ottimi per l'ambiente fisico di lavoro, il rapporto con i colleghi e con i superiori, l'autonomia e l'indipendenza e la sicurezza del posto di lavoro, rimane un’insoddisfazione per il livello retributivo.
"La cooperativa - spiega il direttore Mattia Garibaldi - si è impegnata negli ultimi anni, insieme agli altri attori come le organizzazioni di rappresentanza, i sindacati, e gli enti pubblici, affinché le condizioni retributive migliorino. Abbiamo già ottenuto alcuni risultati e a breve dovremmo averne altri legati al rinnovo contrattuale. Rimane comunque molto strada da fare perché il lavoro educativo, fondamentale per la coesione sociale e la crescita delle comunità, sia riconosciuto socialmente e maggiormente valorizzato dalle politiche pubbliche".
La presidente Francesca Gennai ha concluso l’incontro tracciando le quattro direzioni per il futuro. Territori e sistema: "La pandemia ci ha insegnato che nessuno si salva da solo, ma anche che nessuno cresce da solo. Abbiamo quindi necessità di fare essere parte di reti nazionali e sistemi territoriali costruendo alleanze"; non solo nidi: “Il Pnrr ha investito molte risorse nella creazione di nuovi posti nido (+608 nei prossimi anni in Trentino) che è una buona cosa solo se poi questi posti non solo non sono vuoti, ma anche se non c’è il vuoto intorno, prima e dopo. In altri termini occorre un investimento sull’educazione in senso ampio come elemento centrale per la crescita di comunità capaci di prendersi cura di sé, dell’altro e del mondo”-
E la trans-professionalità: "Lavorare in una prospettiva trans-professionale implica il superamento della logica per uffici e dipartimenti e la capacità di uscire, come professionisti e come organizzazione, dalle zone comfort per rispondere ai bisogni che mutano delle persone e delle comunità. Ogni nostro nido, centro e progetto educativo è un prezioso punto luce, oggi però dobbiamo diventare una costellazione ed essere sempre più un punto di riferimento educativo. È una prospettiva organizzativa, ma soprattutto politica: è nostra responsabilità nell’agire quotidiano, nelle parole e nelle azioni che compiamo con le famiglie e i territori, riaffermare il valore e la centralità dell’educazione”, conclude Gennai.











