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Trento
11 novembre | 18:41

La scure della finanza su Airbnb, circa 8 mila appartamenti trentini sono sulla piattaforma. ''I locatori già a conoscenza dell'omesso versamento della cedolare secca''

Si parla di un sequestro da oltre 779 milioni a Airbnb nell'operazione della guardia di finanza. Il punto dell'Associazione Trentino Appartamenti sulla situazione locale

TRENTO. "Non ci sono rischi di un doppio pagamento perché Airbnb si è rifiutata di fare riversamenti e i locatori erano a conoscenza dell'omesso versamento della cedolare secca da parte della piattaforma". A dirlo Maurizio Osti, presidente dell’Associazione Trentino Appartamenti. "L'host avrebbe dovuto sapere, quindi provvedere direttamente all'adempimento fiscale".

 

Negli scorsi giorni la Guardia di finanza ha sequestrato su ordine del Gip oltre 779 milioni a Airbnb e tre persone che tra il 2017 e il 2021 hanno rivestito le cariche di amministrazione all'interno del gruppo. Un'operazione avviata a chiusura delle indagini per reati fiscali sulle attività italiane della società. Sono circa 8 mila gli appartamenti trentini presenti sulla piattaforma. 

 

"Airbnb di fatto funge da sostituto d'imposta", spiega il presidente dell'Associazione Trentino Appartamenti. "Oltre alla propria percentuale di commissione, la società deve trattenere da quanto pagato dal cliente che prenota anche l'importo da riversare poi all'Agenzia delle entrate. Tuttavia per anni ciò non è stato fatto. Nel senso che Airbnb si è rifiutata di procedere ma i locatari erano consapevoli di questa situazione o quantomeno avrebbero dovuto esserlo poiché ricevevano un importo depurato solo dalla commissione di Airbnb per essere presenti su tale piattaforma".

 

La nota società per gli affitti brevi avrebbero dovuto dichiarare e versare le ritenute del 21% sui canoni di locazione di breve periodo pagati dagli utenti in Italia. Nel periodo tra il 2017 e il 2021 Airbnb avrebbe così eluso i versamenti legati alla cosiddetta "cedolare secca" per un oltre 3,7 miliardi. Il sequestro, segnala ancora la Procura, segue i pronunciamenti degli scorsi mesi della corte Unione europea e del Consiglio di Stato, che hanno confermato l’obbligo per la società californiana di effettuare il prelievo alla fonte della cedolare secca e di versare in seguito il tributo all’erario.

 

"Possiamo dire con una certa tranquillità che non c'è il rischio di pagare due volte dato che Airbnb si è rifiutata di fare riversamenti" prosegue Osti. "I locatori, i cosiddetti host, erano però a conoscenza dell’omesso versamento della cedolare secca da parte di Airbnb. Dovevano sapere quindi di dover provvedere loro stessi direttamente a questo adempimento fiscale. La nostra associazione tiene costantemente informati gli associati delle novità che interessano il comparto. Le questioni fiscali rientrano senz'altro in questo ventaglio di comunicazioni".

 

Inoltre l'associazione Trentino Appartamenti promuove periodicamente dei momenti di approfondimento con "il supporto di tecnici e consulenti qualificati", evidenzia Osti. "Per esempio, il prossimo 27 novembre è in programma la nostra assemblea annuale durante la quale è previsto a beneficio degli associati un seminario incentrato proprio sulle novità in tema di cedolare secca che rimane un'opzione: se l'host lo ritiene opportuno, può comunque scegliere di rientrare nel regime fiscale ordinario. La nostra associazione si propone da sempre di offrire assistenza di qualità, così viene garantita la sicurezza di avere sempre a disposizione un efficiente supporto sia sindacale che tecnico".

 

Sono migliaia gli appartamenti in Trentino. Sono tutti in regola con le normative di settore? "Ricordiamo che dal 1 gennaio 2023 i codici fiscali dei locatori, i redditi percepiti e i dati catastali degli immobili affittati devono essere comunicati all’Agenzia delle entrate", continua Osti. "Coloro che non mettono a disposizione questi dati non devono poter essere visibili sulle piattaforme di intermediazione al pari di chi non ha il codice Cipat (Codice identificativo turistico provinciale), introdotto proprio al fine di prevenire e contrastare in modo significativo l’illegalità. Inoltre la nostra Associazione combatte da sempre ogni forma di abusivismo e promuove l'effettiva conformità degli immobili locati a uso turistico. I soci di Trentino Appartamenti sono quindi tutti 'certificati'. Gli alloggi in regola devono esporre una targa, in modo visibile all'esterno dell'edificio in cui è collocato l’alloggio. L’associazione Trentino Appartamenti, sindacato del ricettivo di Unat, aderente a Confcommercio Trentino, ha pensato di farsi carico gratuitamente della realizzazione per i soci che ne abbiano fatta richiesta. In conclusione, ci pare importante che il turista sia a conoscenza del fatto che esiste un’associazione che si attiva per offrire al territorio unità abitative rispondenti a tutti i requisiti di legge così da infondere agli ospiti oltre alla familiarità anche un senso di sicurezza".

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