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| 31 gen 2023 | 17:37

L'allarme di Coldiretti: ''Crisi energetica e cambiamento climatico hanno fatto calare il Pil dell'agricoltura, settore in controtendenza rispetto agli altri''

Il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige, Barbacovi: "A pesare è stato l’aumento dei prezzi dei prodotti acquistati dagli agricoltori (+23,6%) con balzi che riguardano i fertilizzanti (+63,4%), i prodotti energetici (+49,7%) e gli alimenti per animali (+25,1%) secondo l’Istat"

di Redazione

TRENTO. Un calo dell'1% per l'agricoltura, un settore in controtendenza rispetto all'andamento generale del 2022. Il valore aggiunto del comparto è di 38,4 miliardi e subisce l'effetto dell'aumento dei costi energetici e dell'impatto della crisi climatica. A riferirlo Coldiretti sulla base di una stima preliminare del Pil nel quarto trimestre dell'Istat che evidenzia un trend congiunturale negativo.

 

"A pesare – spiega Gianluca Barbacovipresidente di Coldiretti Trentino Alto Adige  – è stato l’aumento dei prezzi dei prodotti acquistati dagli agricoltori (+23,6%) con balzi che riguardano i fertilizzanti (+63,4%), i prodotti energetici (+49,7%) e gli alimenti per animali (+25,1%) secondo l’Istat. L’incremento dei costi si è ampliato e consolidato nel corso del 2022 in buona parte per le conseguenze del conflitto in atto in Ucraina che ha prodotto una forte instabilità dei mercati internazionali delle materie prime agricole e dei prodotti energetici". 

 

Sono calate anche le imprese in agricoltura nel 2022 con un saldo negativo di -3.363 aziende proprio a causa dell'aumento dei costi mentre il cambiamento climatico ha portato a un forte calo dei raccolti. I dati di Coldiretti si riferiscono a quelli di Movimprese elaborati da Unioncamere

 

"La pandemia prima e la guerra poi hanno dimostrato che la globalizzazione spinta ha fallito e servono rimedi immediati e un rilancio degli strumenti europei e nazionali che assicurino la sovranità alimentare, riducano la dipendenza dall’estero e garantiscono un giusto prezzo degli alimenti per produttori e consumatori", aggiunge Barbacovi. "C'è l’esigenza di raddoppiare da 5 a 10 miliardi le risorse destinate all’agroalimentare nel Piano nazionale di ripresa e resilienza spostando fondi da altri comparti per evitare di perdere i finanziamenti dell’Europa".

 

Nell’ambito del Pnrr l'associazione di categoria ha presentato progetti di filiera per investimenti dalla pasta alla carne, dal latte all’olio, dalla frutta alla verdura con più di 50 proposte e migliaia di agricoltori, allevatori, imprese di trasformazione, università e centri di ricerca coinvolti. "L’obiettivo è di combattere la speculazione sui prezzi con una più equa distribuzione del valore lungo la filiera per tutelare i consumatori ed il reddito degli agricoltori dalle pratiche sleali", conclude Coldiretti.

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