Lotta al riciclaggio, nei guai un commercialista: irregolarità nel 95% dei fascicoli, l'intervento della Guardia di Finanza
I controlli eseguiti nei confronti del commercialista hanno permesso di contestare la violazione degli obblighi di adeguata verifica della clientela e di valutazione del rischio in merito al profilo del cliente riscontrando irregolarità riguardanti il 95% dei fascicoli antiriciclaggio

VERONA. Nel primo semestre dell’anno 2023, i Finanzieri del Comando Provinciale di Verona, hanno incrementato gli interventi volti a verificare il corretto adempimento delle disposizioni antiriciclaggio da parte dei soggetti tenuti agli obblighi tra cui professionisti giuridico – contabili e “money transfer”.
Nel contesto di riferimento, militari specializzati appartenenti al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Verona, hanno effettuato diversi interventi ispettivi antiriciclaggio. Fra questi anche a un professionista giuridico-contabile.
Nell’ambito delle attività ispettive sono emersi numerosi inadempimenti alle prescrizioni antiriciclaggio. In particolare, i controlli eseguiti nei confronti del commercialista hanno permesso di contestare la violazione degli obblighi di adeguata verifica della clientela e di valutazione del rischio in merito al profilo del cliente riscontrando irregolarità riguardanti il 95% dei fascicoli antiriciclaggio.
Nel caso specifico, è stata constatata, inoltre, l’inadeguata verifica dell'origine dei fondi impiegati nelle operazioni di carattere patrimoniale in relazione all’obbligo di controllo della clientela, attività essenziale per prevenire i fenomeni di riciclaggio che spesso hanno ad oggetto l’acquisizione di quote all'interno di compagini societarie.
Il professionista controllato, infine, ha omesso di conservare la totalità della documentazione antiriciclaggio relativa a circa 250 rapporti professionali, per la maggior parte tuttora in essere.
La disapplicazione, da parte dei soggetti obbligati, degli adempimenti richiesti incide di fatto sulla trasparenza delle operazioni e rende più difficoltoso per gli Organi di controllo risalire al beneficiario effettivo delle operazioni poste in essere, così minando l’efficacia dell’impianto di prevenzione dei rischi di infiltrazione della criminalità nell’economia sana.












