Record sulle esportazioni alimentari ma Coldiretti Trentino punta il dito: “No a carne sintetica e alle etichette allarmistiche sul vino”
Germania, Stati Uniti e Francia fanno da traino all'export agroalimentare dove la Turchia segna un +70%. Il presidente di Coldiretti Trentino-Alto Adige Gianluca Barbacovi però guarda con preoccupazione al “probabile arrivo delle prime richieste di autorizzazione” per la messa in commercio di carne, pesce e latte sintetici
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TRENTO. Coldiretti festeggia un inizio 2023 da record per quanto riguarda le esportazioni alimentari che nel mese di gennaio, a livello nazionale, hanno fatto segnare una crescita del 18% rispetto allo scorso anno.
Stando a quanto rileva l’associazione di categoria la Germania rimane il principale mercato di sbocco dell’alimentare (+22%) davanti agli Stati Uniti (+19%) mentre la Francia si piazza al terzo posto con un tasso di crescita del 30%. Bene pure Regno Unito (+16%) ma il balzo maggiore è stato raggiunto in Turchia dove la crescita dell’export è stata del 70%. Al contrario la Cina segna un dato in negativo (-12%) così come la Russia che fra sanzioni, embargo e guerra registra un calo del 13%. A livello nazionale dunque continua il trend positivo dell’agroalimentare dopo che già nel 2022 aveva raggiunto i 60,7 miliardi di euro, il massimo di sempre, trainato dai prodotti come vino, pasta e ortofrutta fresca.
“L’andamento sui mercati internazionali potrebbe però ulteriormente migliorare – sottolinea Coldiretti Trentino Alto Adige – con una più efficace tutela nei confronti della ‘agropirateria’ internazionale il cui valore è salito a 120 miliardi, anche sulla spinta della guerra che frena gli scambi commerciali con sanzioni ed embarghi, favorisce il protezionismo e moltiplica la diffusione di alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale”.
Coldiretti punta il dito anche contro “il probabile arrivo delle prime richieste di autorizzazione” per la messa in commercio di carne, pesce e latte sintetici (anche se la maggior parte delle preoccupazioni su questi prodotti sembrano infondate). Una minaccia secondo l’associazione di categoria alla pari delle etichette “allarmistiche sul vino fino al semaforo ingannevole del Nutriscore che boccia le eccellenze tricolori”.
Sempre secondo Coldiretti quest’ultimo sarebbe un “sistema di etichettatura fuorviante, discriminatorio e incompleto che – sottolinea il presidente di Coldiretti Trentino-Alto Adige Gianluca Barbacovi – finisce paradossalmente per escludere dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta”.
Infine il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, chiede maggiori investimenti per modernizzare la logistica nazionale: “Bisogna cogliere l’opportunità del Pnrr per agire sui ritardi strutturali dell’Italia sbloccando tutte le infrastrutture per migliorare i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo”.














