Tasso di occupazione sfiora il +2% in Alto Adige: “Un lavoratore su tre è over 50 e la tendenza è in crescita, la sfida è promuovere il mercato del lavoro interno”
Le autorità altoatesine hanno presentato questa mattina (29 giugno) i dati semestrali relativi al mercato del lavoro in Provincia di Bolzano: il numero dei lavoratori dipendenti è in leggero aumento mentre il tasso di disoccupazione si è stabilizzato. Ecco i risultati

BOLZANO. Stabilizzazione della situazione occupazionale, maggiore ricerca di profili qualificati e leggero aumento del numero di lavoratori dipendenti: sono questi i dati positivi evidenziati in mattinata dalle autorità altoatesine nel presentare i risultati dell'ultimo rapporto sul mercato del lavoro in Provincia. Un bilancio quindi tutto sommato positivo anche se rimangono molte, hanno spiegato gli esperti, le sfide a partire dalla necessità di promuovere sempre di più “un mercato del lavoro interno, che miri ad incentivare l'attività lavorativa di donne, lavoratori anziani e giovani”.
Per l'assessore provinciale Philipp Achammer infatti “possiamo tendere a ridurre ancora di più il mismatch; un esempio è l'inserimento mirato delle persone nel mercato del lavoro”. Un settore che ha raggiunto, spiega il direttore dell'Ufficio osservazione mercato del lavoro: “Un nuovo record occupazionale” anche se la crescita “va analizzata tenendo conto di alcune differenze”. A livello numerico infatti, tra il novembre 2022 e l'aprile 2023 si è verificata una ripresa riguardante quasi tutti i settori privati ed il tasso di occupazione è cresciuto dell'1,9% rispetto al semestre precedente.
“I nuovi record occupazionali – ha aggiunto Luther – sono stati possibili solamente grazie all'afflusso di lavoratori esterni. Il potenziale di occupazione interno non contribuisce realmente al plus registrato: questo è un dato che dimostra quanto il nostro mercato del lavoro sia dipendente dal contributo dei lavoratori esterni. La crescita tra i settori è differenziata: non tutti aumentano e le aziende più piccole crescono di più rispetto a quelle medio-grandi”.
Nel corso del semestre in analisi in Alto Adige risultavano mediamente 49655 contratti a tempo determinato (760 in più rispetto agli stessi mesi dell'anno precedente). I contratti a tempo indeterminato sono aumentati del 2% (in termini assoluti 3201) per un totale di 162.180 contratti. Le singole aziende possono comunque influenzare notevolmente il mercato del lavoro locale, dice la Provincia: “L'Alto Adige non è un mercato del lavoro chiuso – spiega Luther – ma è costituito da diversi, singoli, mercati, che però non comunicano tra loro. Un esempio è il settore automobilistico dell'area di Brunico, la cui influenza è determinante per il mercato del lavoro locale, ma inesistente nella zona di Merano”.
Il settore economico che ha registrato il maggiore aumento di forza lavoro è quello alberghiero-ristorativo (+8,0%), seguito da “altri servizi privati” (+3,6%), il settore del commercio (+1,7%) e infine quello manifatturiero (+1,1%). L’occupazione è aumentata in modo significativo soprattutto nel settore dei servizi sociali volontari (+2,4%). Al contrario, si è registrata una leggera diminuzione dell'occupazione nell'assistenza sociale (-1,4%), mentre l'assistenza sanitaria (-0,4%), l'istruzione (-0,7%) e la pubblica amministrazione (-0,3%) sono rimaste sostanzialmente invariate. Le attività edilizie sono in calo (-1,1%), ma se si esclude il cantiere della galleria di base del Brennero, il calo registrato è pari allo 0,2%. Il settore dell’agricoltura non ha subito sostanziali variazioni, mentre è stata debole anche la crescita dell'occupazione nel settore finanziario e assicurativo (+0,7%).
Dopo il drastico aumento registrato a partire da marzo 2020, la disoccupazione ha quindi raggiunto la “normalità”, hanno spiegato gli esperti. “L'andamento del numero dei disoccupati registrati in base al titolo di studio più elevato mostra che, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, le persone maggiormente colpite sono coloro che non possiedono un diploma di scuola secondaria. È stato registrato un leggero aumento anche tra i disoccupati con un diploma di scuola superiore. Va sottolineato anche l'aumento dei disoccupati registrati e provenienti da Paesi non appartenenti all'Unione Europea (188 persone): lavoratori che, prima di diventare disoccupati, erano impiegati soprattutto nel settore alberghiero". “Anche nei periodi in cui la situazione è positiva – ha ricordato Luther – c'è sempre bisogno di collocamento. Dobbiamo quindi continuare a rimuovere gli ostacoli”.
Dal punto di vista anagrafico, attualmente il 33.3% dei lavoratori dipendenti (72.482 persone) ha raggiunto i 50 anni: cifra che attesta una crescita dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e del 4,1% rispetto a cinque anni fa. “Un lavoratore su tre ha più di 50 anni – ribadisce Luther – e si tratta di una tendenza in crescita”. Il dato riguarda principalmente le lavoratrici. La stabilizzazione dei rapporti di lavoro dei giovani è positiva: è infatti aumentata la percentuale di giovani lavoratori con contratto a tempo indeterminato (+747, pari al 3,6%), mentre i contatti a tempo determinato sono diminuiti in maniera significativa (-531, pari al 3,1%).
Tra i lavoratori stranieri, continuano a essere una risorsa importante quelli provenienti dall'Ucraina: in Alto Adige sono impiegati circa 1000 lavoratori ucraini, soprattutto nel settore della ristorazione, ma anche in quello industriale. Luther ha poi rimarcato: "Si osserva una stabilizzazione dei settori stagionali. Ci sono sempre più posti di lavoro annuali, anche nel settore gastronomico".












