Contenuto sponsorizzato
| 14 dic 2023 | 11:44

Un'etichettatura più chiara per miele, succo di frutta e marmellata. Dal Parlamento via libera alla direttiva 'Breakfast', la Coldiretti: "Fondamentale la trasparenza"

Si tratta di un obiettivo importante sul piano della salute, dell’economia, dell’occupazione e dell’ambiente soprattutto per l’Italia che è il secondo produttore europeo di frutta 

di Redazione

TRENTO. Etichette più chiare e complete. E' arrivato il via libera del Parlamento Europeo riunito in plenaria all’obbligo di indicare la provenienza della frutta utilizzata in succhi e marmellate, oltre che per il miele per il quale vengono rese ancora più trasparenti le etichette con l’indicazione delle percentuali dei mieli provenienti dai diversi Paesi nelle miscele. Si tratta della cosidetta direttiva “Breakfast”.

 

“E’ – sottolinea il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini – il risultato della nostra lunga battaglia per la trasparenza dell’informazione ai consumatori ed una risposta all’86% degli italiani che reputa importante conoscere la provenienza dei prodotti alimentari che acquista al punto di pagarli qualcosa in più secondo l’indagine Coldiretti/Censis. Si tratta infatti di un obiettivo importante sul piano della salute, dell’economia, dell’occupazione e dell’ambiente soprattutto per l’Italia che è il secondo produttore europeo di frutta ma ha detto addio a causa delle importazioni a oltre 100 milioni di piante di frutta fresca negli ultimi quindici anni con la scomparsa che riguarda tutte le principali produzioni, dalle mele alle pere, dalle pesche alle albicocche, dall’uva da tavola alle ciliegie, dalle arance alle clementine, secondo l’analisi della Coldiretti su dati Istat”.

 

Un trend pericoloso favorito anche – precisa la Coldiretti – dalle importazioni di prodotti low cost di frutta da destinare alla trasformazione industriale in suchi e marmellate dall’estero dove spesso non vengono rispettati gli stessi criteri in termini di rispetto dell’ambiente, del lavoro e della sicurezza alimentare, secondo il principio di reciprocità.

 

La svolta in atto sulla frutta e sul miele completa un percorso iniziato nel 2000 con l’obbligo di indicare la provenienza della carne bovina consumata che si è esteso dal latte alla passata di pomodoro, dai formaggi ai salumi, dal riso e pasta fino a decorrere dal 1 gennaio 2025 alla frutta e verdura in busta, noci, mandorle, nocciole ed altri frutti sgusciati, agrumi secchi, fichi secchi e uva secca, funghi non coltivati e zafferano.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 23 maggio | 13:33
Questa mattina è stato rinvenuto un esemplare di lupo ferito, presumibilmente a seguito di un investimento. Attivati il corpo forestale e il [...]
Cronaca
| 23 maggio | 12:01
Lo scontro è stato violentissimo e l'uomo che stava percorrendo via della Spalliera, sotto via Missioni Africane, è stato sbalzato [...]
Cronaca
| 23 maggio | 11:42
Sono molte le segnalazioni che arrivano all'Enpa di Rovereto per animali selvatici feriti o in difficoltà. L'associazione: "Molte persone non [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato