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A22 chiusa per nebbia, i trasportatori: "Non può diventare la normalità: si trovino alternative dalla segnaletica luminosa alla safety car"

Negli ultimi tre giorni l'A22 è stata chiusa per lunghi tratti a causa della nebbia. L'Associazione autonoma di imprenditori del trasporto merci in conto terzi Ruote Libere: "Bisogna potenziare le soluzioni alternative e trovare forme di compensazione economica. A pagare il prezzo più alto sono sempre i camionisti”

Pubblicato il - 18 febbraio 2024 - 17:00

TRENTO. Per tre giorni consecutivi l'Autostrada del Brennero è stata chiusa, per lunghi tratti, a causa della nebbia. La scarsa visibilità e qualche incidente ha indotto la società a sospendere la circolazione. 

 

"Le ripetute chiusure dell'Autostrada del Brennero, ma non solo, a causa della nebbia, alle quali abbiamo assistito nelle ultime settimane stanno gravando in modo pesante sul mondo dell'autotrasporto", commenta Cinzia Franchini, presidente di Ruote Libere. "Non è possibile pensare che le conseguenze della scelta di chiudere le autostrade ricadano quasi esclusivamente sugli autotrasportatori; occorrono da un lato compensazioni, dall'altro una maggiore valutazione nel prendere decisioni così drastiche".

 

Una scelta presa in via precauzionale con ricadute e disagi per i mezzi deviati sulle statali e sulle provinciali con code e rallentamenti sull'altre arterie.

 

"Nessuno mette in dubbio l'esigenza di tutelare nel miglior modo possibile la sicurezza stradale, anche alla luce dei ripetuti tamponamenti ai quali abbiamo assistito negli ultimi giorni", continua Franchini. "Eppure la chiusura dell'A22 non può diventare la normalità in caso di nebbia: l'intero settore dell'autotrasporto, già gravato da problemi atavici e ben noti, dall'aumento quasi quotidiano del gasolio, già umiliato dalla decisione dell'Austria di vietare il transito di notte ai tir italiani dopo il Brennero, non può farsi carico anche di questo".

 

L'Associazione autonoma di imprenditori del trasporto merci in conto terzi chiede di prevedere ulteriori modalità di intervento che non vadano a danneggiare gli automobilisti e i mezzi pesanti. 

 

"Davanti all' assenza di una vera rete infrastrutturale alternativa a quella autostradale, i costi per le tante imprese italiane di autotrasporto in termini di ritardi nelle consegne appaiono eccessivamente gravosi. Chiediamo quindi di adottare la chiusura delle autostrade, a partire dalla A22, solo in caso di condizioni estreme e di mettere in campo invece tutte le misure alternative possibili in termini di sicurezza: dal potenziamento della segnaletica luminosa alla perfetta manutenzione della segnaletica sia orizzontale che verticale sulla strada, per avere un sicuro riferimento nella guida, fino all'uso della cosiddetta safety car. Parallelamente domandiamo che vengano poste in essere dalle società autostradali forme di compensazione economica, anche in termini di sconti dei pedaggi direttamente in fattura a fine mese, negli orari di chiusura", conclude Franchini.

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