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Agricoltura, l'analista socio economico Paganini: "Filiere troppo lunghe, crisi climatica e troppe piccole imprese: servono una riforma e un piano agricolo"

L'analista socio-economico, Pietro Paganini, commenta l'emendamento del taglio dell'Irpef agricola all'interno del milleproroghe e identifica i problemi dell'agricoltura italiana

Pubblicato il - 25 febbraio 2024 - 19:02

TRENTO. "E' sistema indubbiamente in difficoltà perché c'è un problema di globalizzazione". A dirlo Pietro Paganini, analista socio-economico, sull'emendamento del taglio dell'Irpef agricola all'interno del milleproroghe. "Produciamo qualità non sufficiente nemmeno per l’uso interno. Ci sono poi i problemi derivanti dai cambiamenti climatici e dalla dimensione delle nostre aziende, troppo piccole per competere a livello globale, che è un vantaggio quando si parla di qualità ma uno svantaggio quando si parla di scalabilità delle aziende stesse".

 

Un altro problema per l'analista socio-economico, intervenuto a Cusano Tv, la rete ufficiale dell'Università online Niccolò Cusano, è la lunghezza delle filiere. "Troppi intermediari prima che un prodotto agricolo arrivi dal contadino alla tavola", continua Paganini. "Bisogna affrontare questa situazione con un piano che possiamo chiamare piano agricolo, una riforma agraria mai fatta nel nostro paese, che punti su quelle che sono le nostre caratteristiche ed eccellenze e che non si chiuda in un protezionismo inutile".

 

Riguardo poi alle importazioni dall’estero, Paganini ha voluto chiarire: “Non siamo in grado di produrre grano a sufficienza come non siamo in grado di produrre nocciole a sufficienza. Basti pensare che con tutte le nocciole italiane, l'azienda italiana più grande e più riconosciuta del mondo per produrre il suo prodotto ci campa due giorni. L'olio di oliva italiano è di grandissima qualità però  non ne produciamo a sufficienza. Ci sono delle scelte che vanno fatte. Il governo cinese, come i governi  dei Paesi del golfo, nelle loro non democrazie hanno un piccolo vantaggio: quello di pianificare o di avere dei piani industriali. Ecco l'Italia dovrebbe fare un piano industriale in cui ribadire cosa importare e cosa esportare, perché si vive di export. Ma che dall’estero arrivino però prodotti di qualità”. 

 

Quando si dice si importa a poco prezzo, "si importa probabilmente da Paesi sbagliati o si fanno accordi a perdere. E' qui che occorre una regia oltre a una riforma. Bisogna avere anche il coraggio di dire che non si possono avere così tante piccole imprese e così poche grandi, davanti ai colossi cinesi o americani", conclude Paganini.

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