A Bolzano il caffè più caro d'Italia (1,47 euro) ma i commercianti si difendono: "Prezzo giusto. A Vienna costa 4,50 euro. E poi i baristi regalano gioia, convivialità e piacere"
"Rispetto al panorama internazionale i costi nel capoluogo altoatesino sono decisamente moderati" sottolinea l'Unione. In fondo non è solo un caffè ma "un momento di convivialità e gioia"

BOLZANO. Il 1° ottobre è stata celebrata la Giornata Internazionale del caffè. Quale giorno migliore, dunque, per sottolineare che, alla fine, il prezzo di un caffè al bar a Bolzano è equo?
Una media di 1,47 euro che, secondo l’Unione commercio turismo servizi Alto Adige è un costo che deve essere valutato con attenzione. In fondo, sottolinea l’Unione, in altri posti costa di più.
Una recente indagine della federazione nazionale della gastronomia FIPE Confcommercio mostra infatti che, in Italia, il prezzo dell’espresso rimane il più basso rispetto al resto d’Europa. Mentre a Copenaghen può arrivare a 4,70 euro, a Vienna 4,50 euro e a Monaco di Baviera 2,50 euro, la media italiana rimane a circa 1,20 euro, quindi molto sotto il prezzo richiesto nelle grandi città europee. “Anche in Alto Adige, sebbene il prezzo di 1,47 euro sia superiore alla media nazionale, rispetto al panorama internazionale resta assolutamente moderato”, ricorda il presidente dell’Unione Philipp Moser. E a questo punto tutti hanno pensato la stessa frase. O la stessa parola.
Ma l’Unione ci tiene molto a spiegare il perché dei costi così elevati. “Prezzi più alti delle materie prime, aumento dei salari e dei prezzi immobiliari, nonché costi energetici enormi influenzano la redditività dei nostri esercizi. I prezzi del caffè sono attualmente troppo bassi a causa di questi costi e, di conseguenza, non sono sostenibili. A lungo termine, gli esercizi non potranno sopravvivere con questi prezzi” spiega Kurt Unterkofler, presidente della gastronomia nell’Unione. Quindi sono ancora troppo bassi e assolutamente insostenibili nel lungo periodo. Una frase che fa quantomeno riflettere.
“La nostra gastronomia non è un lusso, ma qualità della vita. Per noi, un espresso non è solo una bevanda: è un rito sociale, un invito a incontrare persone, una parte del nostro stile di vita" afferma Moser. Unterkofler aggiunge: “I nostri baristi e ristoratori ci regalano momenti di gioia, convivialità e piacere, continuando allo stesso tempo a gestire le loro attività con grande dedizione nonostante l’aumento dei costi. Per questo, non meritano critiche, ma applausi.”
“Un prezzo equo del caffè è espressione di rispetto per il lavoro e le condizioni della nostra gastronomia. In questo senso, l’Alto Adige rappresenta il giusto equilibrio tra qualità, cultura e prezzo”, conclude il presidente dell'Unione Philipp Moser.
Insomma momenti di gioia. Pazzeschi e incredibili momenti di gioia vissuti alle 7.30 del mattino, con una fretta micidiale e con un povero barista, probabilmente solo dietro al bancone del locale, che riesce giusto a rivolgere uno sguardo al cliente mentre fa cinquemila “lunghi con latte di soia in tazza grande”, un macchiato, un espresso, un macchiato freddo, un cappuccino, un cappuccino con cacao.
Poi sguardo di reciproca intesa e compatimento, si manda giù il contenuto della tazzina bollente ustionandosi la lingua e poi via, nel traffico. Una gioia stellare, al modico prezzo di un euro e cinquanta, centesimo più, centesimo meno.












