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| 26 ott 2025 | 13:17

Accise sul gasolio, l'aumento preoccupa gli autotrasportatori: "Un colpo durissimo a migliaia di micro, piccole e medie imprese del trasporto merci"

Gli autotrasportatori Fita avvertono: “Di fronte a questa mancanza di rispetto di un impegno già adottato dal governo, chiediamo un immediato passo indietro. Altrimenti le imprese saranno costrette a chiedere un incremento delle tariffe di trasporto perlomeno pari a quello delle accise"

di Redazione

BOLZANO. “La decisione di aumentare del 200% l’accisa sul gasolio con la Legge di Bilancio 2026 infligge un colpo durissimo a migliaia di micro, piccole e medie imprese del trasporto merci, alimentando l'inflazione e minando la competitività”. E' questo l'allarme che arriva da Marco Barchetti, presidente di Cna Trasporto Merci Trentino Alto Adige. Cna Fita ha espresso profonda preoccupazione per la modifica unilaterale dei termini per l'allineamento dell'accisa sul gasolio alla benzina contenuta nel testo della Legge di Bilancio 2026.

 

“Le imprese che operano con mezzi di piccola portata reclamano la possibilità di recuperare interamente l'accisa, al pari di quanto avviene per i veicoli più pesanti”, aggiunge Barchetti.

Gli autotrasportatori Fita avvertono: “Di fronte a questa mancanza di rispetto di un impegno già adottato dal governo, chiediamo un immediato passo indietro. Altrimenti le imprese saranno costrette a chiedere un incremento delle tariffe di trasporto perlomeno pari a quello delle accise”.

 

La categoria aveva contestato la norma che aveva stabilito un percorso graduale di incremento dell'accisa, pari a 1,0-1,5 centesimi di euro al litro in ciascuno degli anni dal 2025 al 2029. La Legge di Bilancio 2026 addirittura stabilisce una crescita cumulativa per il prossimo anno pari a 4,05 centesimi di euro al litro anziché 1,5 centesimi: un aumento di accisa complessivo del 200% rispetto alla previsione originale per l’anno in corso.

 

“La misura – rileva la Fita - colpisce con particolare durezza i veicoli di piccola portata, di massa complessiva inferiore a 7,5 tonnellate, i quali, a differenza dei mezzi pesanti di ultima generazione, non beneficiano di alcun meccanismo di recupero dell'accisa. In Alto Adige sono quasi 2.000 i veicoli interessati, in tutto 181mila in Italia. Per tale comparto, l'improvviso e inatteso incremento comporterà un maggior costo di oltre 24 milioni di euro rispetto a quello preventivato”.

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