Affitti brevi, per il Consiglio di Stato la competenza non è del Comune di Sirmione. Il Trentino pensava di normare in modo simile? "Intervento in via urbanistica"
Arriva una distinzione tra la regolamentazione delle strutture ricettive (attività imprenditoriali di competenza del Comune) e dei privati che affittano case o stanze. Un precedente che potrebbe aprire a nuovi ricorsi da altre parti, anche se le leggi potrebbero variare da zona a zona. Il direttore di Asat, Davide Cardella: "Sentenza da approfondire e valutare". L'assessore Mattia Gottardi: "I Dipartimenti turismo e urbanistica approfondiscono alcune ipotesi normative"

TRENTO. Per il Tar dell'Emilia Romagna il piano urbanistico del Comune di Bologna che introduce una specifica sulla destinazione d'uso per gli alloggi destinati a locazione breve è ok, mentre la sentenza del Consiglio di Stato rovescia quella del Tar della Lombardia e boccia la decisione di Sirmione di imporre restrizioni perché non è di competenza comunale.
Il Consiglio di Stato specifica che "nel quadro normativo attuale, l’attività di locazione di immobili, anche a finalità turistica, che sia esercitata in forma non imprenditoriale […] non è soggetto a poteri prescrittivi ed inibitori della pubblica amministrazione". Arriva una distinzione tra la regolamentazione delle strutture ricettive (attività imprenditoriali di competenza del Comune) e dei privati che affittano case o stanze. Un precedente che potrebbe aprire a nuovi ricorsi da altre parti, anche se le leggi potrebbero variare da zona a zona.
Il tema degli affitti brevi è balzato in cima alle agende di molte città, anche in Trentino, tra gestione del turismo, prezzi in forte rialzo e scarsa disponibilità di spazi. Famiglie, studenti e lavoratori non trovano alloggi adeguati perché un privato, per vari motivi, trova più conveniente (e remunerativo) ospitare turisti che mettere l'immobile sul mercato degli affitti a lungo termine.
Quello di regolamentare gli alloggi turistici in modo puntuale per contrastare quella che viene ritenuta una specie di distorsione del mercato è un tema particolarmente caro all'Asat, anche se l'associazione di categoria non hai nascosto che il quadro è complesso e che le regole più chiare sono solo un primo passo.
"E' un argomento centrale per il settore turistico - le parole a il Dolomiti di Davide Cardella, direttore di Asat - perché questo fenomeno è certamente cresciuto un modo esponenziale ma non devono essere demonizzati gli affitti brevi". Un errore è stato quello di non programmare e di non stabilire regole per governare questa forma di offerta. "Le locazioni turistiche rappresentano una tipologia di ospitalità e di vacanza non specifica e, se viene svolta secondo le regole, è complementare all'offerta stessa. Un mercato che però oggi è parzialmente sommerso e finisce per essere una concorrenza sleale alle altre strutture turistiche".
Una difficoltà è che il fenomeno degli affitti brevi non è uniforme: Riva del Garda, val di Fassa o val di Fiemme sono diverse rispetto a Trento con un mercato che riguarda più il mondo universitario. L'idea, anche in Trentino, era quella di normare questa materia a livello comunale. L'intervento del Consiglio di Stato va a questo punto valutato. "Sicuramente le sentenze devono essere lette con attenzione e approfondite - prosegue Cardella - per capire meglio il peso che può avere nelle scelte sul territorio".
Il piano si sposta su quello urbanistico. "Il tema è largamente dibattuto", dice l'assessore Mattia Gottardi. "E i Dipartimenti turismo e urbanistica approfondiscono alcune ipotesi normative".
Da qualche anno a Firenze si sperimenta e si cerca un modo per gestire gli affitti brevi. La norma adottata nel 2023 è stata dichiarata non valida dal Tar della Toscana per un problema formale e così è arrivata una nuova delibera a luglio. A ogni modo in molte città italiane e pure europee con una vocazione turistica trovare una sistemazione permanente è sempre più difficile. Negli ultimi anni il fenomeno degli affitti brevi si è, infatti, sviluppato in modo incontrollato con rialzi dei prezzi delle case e degli affitti e quindi grossi problemi di spopolamento. Si valuta di aumentare anche la pressione tributaria, come Imis e Imu, su questo tipo di mercato e rendere più efficaci i controlli con i codici Cipat e Cin.
I cantieri sono comunque ancora aperti. "Ritengo si dovrà intervenire in via urbanistica sulle nuove costruzioni, immaginando abbiano alcuni vincoli ex ante. Trovo complesso diversamente imporre a immobili privati già edificati e sul mercato vincoli alla libera disponibilità. In questo caso servirebbe un quadro normativo nazionale con incidenze di diritto privato", conclude Gottardi.












