"Attualmente restano 25 esuberi", i sindacati sulla situazione di Aquafil: "Quadro globale complesso ma servono impegni e garanzie"
Vertice tra Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec, l'ufficio personale di Aquafil e Confindustria. I sindacati: "In questa prima fase saremo impegnati nel ridurre il più possibile l’impatto dei tagli, ma vogliamo anche garanzie sul futuro"

ARCO. "Attualmente restano 25 gli esuberi allo stabilimento Aquafil". A confermarlo i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec a margine di un incontro, in video call, con l’ufficio personale della società e Confindustria. Presente anche la Rsu. "Parte dei previsti tagli si potrebbero ridurre con alcune uscite volontarie e dei pensionamenti e se possibili eventuali ricollocazioni interne".
Il confronto si è tenuto nel pomeriggio di oggi, giovedì 18 settembre. L'obiettivo dei sindacati in questa fase è di ricevere informazioni sulle scelte organizzative per poter successivamente provare a ridurre gli esuberi e avere certezze per chi resta.
"I rappresentanti aziendali hanno delineato un quadro generale della situazione parlando anche di un mercato stagnante a livello mondiale per la fibra di nylon", dicono Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec. "Al tempo stesso l’azienda ha chiarito che intende puntare su tre assi: una maggiore automazione dei processi, una forte spinta sulla digitalizzazione e investimenti su prodotti a maggiore valore aggiunto per restare competitivi sui mercati".
Una prospettiva che ha rassicurato solo in parte i sindacati. “Comprendiamo la complessità del quadro globale, però a noi servono impegni e garanzie per le cinquecento persone che oggi lavorano nello stabilimento. In questa prima fase saremo impegnati nel ridurre il più possibile l’impatto dei tagli, ma vogliamo anche garanzie sul futuro”, concludono Mario Cerutti, Nicola Brancher, Alessandra Paoli e Alan Tancredi. Il confronto proseguirà il 22 settembre con un incontro in presenza.












