Bolzano nella morsa del carovita: prezzi aumentati del 2,2% in un anno. Sempre più "pesante" il carrello della spesa
Se da un lato si registra un rallentamento sulla spesa energetica (grazie all'effetto base sui picchi del passato), dall'altro l'impennata di servizi essenziali e di largo consumo preoccupa

BOLZANO. Bolzano è sempre più una città dal "portafoglio pesante". Le ultime rilevazioni Istat confermano un trend di rincari che non accenna a placarsi: il costo della vita nel capoluogo altoatesino è aumentato in media del 2,2% su base annua.
Questo dato non è solo una statistica, ma si traduce in cifre reali che intaccano il bilancio mensile di migliaia di famiglie, di single, di pensionati. l dettaglio degli aumenti mostra un quadro complesso: se da un lato si registra un rallentamento sulla spesa energetica (grazie all'effetto base sui picchi del passato), dall'altro l'impennata di servizi essenziali e di largo consumo preoccupa. Ristoranti, spese per la salute e, soprattutto, i prodotti del "carrello della spesa" si confermano i veri motori dell'inflazione bolzanina.
A settembre 2025, l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività - indicatore "Nic con tabacchi" - registra una diminuzione dell'1,0% rispetto allo scorso agosto, mentre rispetto a settembre 2024 segna + 2,2% (lo scorso agosto questo valore annuale era ancora pari al + 2,1%).
I corrispondenti valori dell'indice Nic senza tabacchi questo mese sono rispettivamente: - 1,0% e + 2,2%. Il maggiore incremento congiunturale (ovvero rispetto al mese scorso) si registra nella divisione Istruzione (+1,7%), seguita da prodotti alimentari e bevande analcoliche e da abbigliamento e calzature (entrambi + 0,3%).
In ribasso rispetto allo scorso agosto abbiamo le divisioni: servizi ricettivi e di ristorazione (- 2,6%), trasporti (- 1,6%) e ricreazione, spettacoli e cultura (- 1,5%). Invariate rispetto al mese precedente risultano le divisioni abitazione, acqua, elettricità e combustibili, servizi sanitari e spese per la salute, comunicazioni e altri beni e servizi.
Il maggiore incremento tendenziale (ovvero rispetto allo stesso mese dell'anno precedente) si registra a settembre 2025 nella divisione servizi ricettivi e di ristorazione (+ 5,8%), seguita da servizi sanitari e spese per la salute (+ 4,0%), prodotti alimentari e bevande analcoliche (+ 3,7%) e istruzione (+ 3,4%). In ribasso rispetto a settembre 2024 si segnalano le divisioni comunicazioni (- 5,6%), abitazione, acqua, elettricità e combustibili (- 2,8%) e mobili, articoli e servizi per la casa (- 0,7%).Nessuna divisione è rimasta invariata rispetto a settembre 2024.












