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Trento
13 ottobre | 09:54

"Concessione A22, in gioco non c'è solo un'autostrada: rischiamo di perdere il controllo su scelte strategiche, investimenti e sostenibilità"

Filtra preoccupazione nell'analisi della consigliera provinciale Paola Demagri sul futuro (sempre più incerto) della concessione dell'Autostrada del Brennero

di Redazione

TRENTO. "Negli ultimi tre anni, il futuro della concessione dell’Autostrada del Brennero ha animato un confronto intenso tra territori, governo centrale e Unione Europea. Un confronto che riguarda non solo la gestione di un’infrastruttura strategica, ma anche il modello di sviluppo che vogliamo per le nostre comunità. Il bando ministeriale per l’affidamento cinquantennale della A22 è stato pubblicato nel gennaio 2025, ma la sua efficacia è stata sospesa fino a novembre, in attesa del pronunciamento della Corte di Giustizia dell’Ue sul diritto di prelazione previsto per Autobrennero. E ora Fugatti colpevolizza l’Europa: sempre colpa di altri!". 

 

La riflessione è della consigliera provinciale trentina Paola Demagri (Casa Autonomia.eu) e arriva a poche ore dall'ennesimo ostacolo finito sulla strada del bando per la concessione dell'A22

 

"La A22 - commenta Demagri - non è solo una via di comunicazione: è un simbolo e uno strumento dell’autonomia speciale del Trentino-Alto Adige. La società Autobrennero S.p.A. è controllata in larga parte da enti pubblici locali, tra cui le Province autonome. Questo modello consente una gestione diretta e responsabile, in linea con le esigenze del territorio. Nel recente Consiglio regionale, le minoranze hanno portato avanti con coerenza e determinazione la difesa della proposta 'in house'. Abbiamo parlato di un vero e proprio 'processo' alla strategia della maggioranza, denunciando il rischio di perdere il controllo dell’autostrada e chiedendo uno studio serio sulla fattibilità della gestione pubblica". 

 

"La concessione dell’A22 non è solo una questione tecnica: è una scelta politica che riguarda il futuro della nostra autonomia, la qualità della mobilità, la sostenibilità ambientale e la capacità di decidere per il bene comune. Le minoranze hanno avuto il coraggio di porre domande, di proporre soluzioni, di difendere il territorio anche quando sembrava più comodo tacere".

 

"Perché va salvaguardata? La concessione cinquantennale in fase di assegnazione - prosegue la consigliera - è cruciale. Se affidata a soggetti esterni o privati, si rischia di perdere il controllo su scelte strategiche, tariffe, investimenti e sostenibilità. La A22 è un asse vitale per il commercio, il turismo e la mobilità. La sua gestione autonoma permette di conciliare crescita economica e tutela ambientale, con investimenti mirati e compatibili con il territorio. Salvaguardare la A22 significa difendere il diritto delle comunità locali di decidere sulle proprie infrastrutture, in coerenza con lo spirito dell’autonomia speciale". 

 

Investimenti che al momento sono bloccati in questa fase di assoluta incertezza

 

"Ci auguriamo che riparta la gara perché finché non viene assegnata non possiamo fare investimenti nonostante una pianificazione straordinaria già concordata con il Ministero",  aveva detto a Il Sole 24 Ore qualche giorno fa, l'8 ottobre, l'amministratore delegato di Autobrennero Diego Cattoni

 

"Dal 2014 abbiamo la concessione scaduta - ha ricordato - nel frattempo il traffico è continuato ad aumentare, soprattutto quello pesante, che ha un ruolo chiave nell'economia del Paese. Ma il sistema di regole è complesso. La capacità italiana di infrastrutture è notevole, ma abbiamo bisogno di investire perché per tanti anni ci sono stati troppi 'No'. Abbiamo gli stessi chilometri autostradali di 50 anni fa, ma le necessità di trasporto sono completamenti diverse. Il problema è evidente. Il tunnel del Brennero inizia a invertire questo paradigma ma non basta, ci serve ad esempio l'intermodalità ferro-gomma vicino a Verona". 

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