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Trento
31 marzo | 17:34

Dai dazi alla carenza di manodopera, Confagricoltura festeggia 80 anni e traccia le sfide per "stare sul mercato, garantire reddito e difendere la sicurezza alimentare"

Il presidente di Confagricoltura, Diego Coller, ha parlato degli eventi straordinari dell'ultimo quinquennio, dal Covid alla guerra in Ucraina, ma ha tracciato le sfide del futuro per il comparto agricolo

TRENTO. L’80esimo anniversario di Confagricoltura del Trentino, festeggiato in apertura dell’assemblea ordinaria svoltasi alle Cantine Ferrari, tra analisi della situazione socioeconomica del comparto primario trentino, ricordi e l’attesa delle scelte americane sui dazi promessi dal presidente Donald Trump. Onorando l’iniziativa di 33 agricoltori che il 7 settembre 1945 costituì la sezione trentina di Confagricoltura.

 

L’attuale presidente trentino Diego Coller in apertura dei lavori ha subito menzionato gli eventi straordinari dell’ultimo quinquennio. La pandemia Covid, il conflitto ucraino, con i conseguenti rincari dei costi dell’energia e materie prime. Che hanno gravato sui bilanci delle aziende agricole dolomitiche, costringendo le imprese a ripensare modelli produttivi e strategie economiche.

 

Con il mondo agricolo locale che trova pieno supporto nel ruolo di rappresentanza del sindacato. Sono cresciuti gli iscritti e le aziende agricole sono profondamente legate ai valori della consuetudine locale. Valore che risiede nella promozione della cooperazione come strumento ideale per il benessere collettivo e lo sviluppo sostenibile del settore agricolo. Diego Coller - dopo l’intervento video del presidente nazionale Massimiliano Giansanti, recentemente nominato alla guida del Copa, associazione che raggruppa le principali organizzazioni professionali agricole in campo europeo - ha toccato altre tematiche per il comparto agricolo trentino. La connessione tra agricoltura e turismo, per nuove opportunità di promozione e tutela delle coltivazioni locali.

 

"Dobbiamo lavorare per stare sul mercato, garantire reddito, ma anche per una comune difesa della sicurezza alimentare" - ha ribadito Coller. Soffermandosi sulle scelte mirate a scegliere infrastrutture digitali e fare sistema, per un piano quinquennale. Tra le questioni - rilanciate anche da Giansanti - la lotta agli scopazzi del melo e a tutta una serie di problematiche del settore zootecnico.

 

Poi riscontri positivi per l’impegno della Provincia nella promozione dei prodotti vitivinicoli e mirare ad un turismo di qualità. "Noi di Confagricoltura sosteniamo sinceramente anche la proposta di realizzare in Trentino alcuni nuovi hotel 5stelle, per valorizzare ulteriormente le nostre produzioni agricole, in uno scambio con il turismo di qualità".

 

Tra le difficoltà - che non mancano - certamente è la carenza di manodopera. Per reperire nuovi addetti, Confagricoltura sta lavorando per risolvere due problemi: l’esclusione dello scambio di manodopera per le società semplici, poi regolarizzare quella che nel tempo si è consolidata come una tradizione diffusa nelle campagne durante il periodo vendemmiale o di raccolta, ovvero quella di amici del titolare dell’azienda agricola che offrono la propria prestazione a titolo gratuito.

 

Non sono mancati temi legati alla tutela del reddito agricolo e la gestione del rischio. L’accesso al credito, la gestione della risorsa acqua, ma anche la sinergia con la Fem, la Fondazione Mach di San Michele all’Adige.

 

In chiusura dei lavori assembleari, prima del simbolico taglio della torta e brindisi per l’80esimo di fondazione, spazio pure ai vari settori di Confagricoltura, dai florovivaisti, gli apicoltori, alle aziende dei "costitutori di vitigni", pure ai troticoltori di Astro e alle 30 aziende del settore avicolo.

 

Brindisi beneaugurante, calici sospesi, in attesa delle scelte del tycoon americano. Con dazi del 200% verso l’America molte produzioni agricole anche del Trentino sarebbero drasticamente penalizzate. Basta un dato: una bottiglia del miglior Trento Doc o una di un blasonato vino come il San Leonardo, in America potrebbe costare la cifra quasi spropositata di oltre 300 dollari, attorno a 50 euro a bicchiere.

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